Famiglia del bosco, caso simile nel 2021: tre bambini tolti ai genitori inglesi e affidati alla casa famiglia di Vasto

bambini sottratti

FURCI – Prima di Palmoli, prima del caso che oggi scuote l’opinione pubblica attorno alla vicenda di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, nel piccolo Comune di Furci, a pochi chilometri di distanza, una storia molto simile era già accaduta, poi risolta dall’interessamento dell’Ambasciata britannica.

Era il 2021, nel pieno del periodo post-Covid, e riguardava una famiglia inglese con tre bambini che aveva scelto di vivere in Abruzzo seguendo uno stile di vita da neo rurali. Abitavano dal 2019 in una casetta di circa 50 metri quadrati, acquistata da un privato e successivamente rivenduta a una giovane donna inglese. La casa era dotata di servizio idrico, pannelli solari e bagno a secco.

Nel tempo iniziano le segnalazioni, alcune delle quali vengono inoltrate anche ai carabinieri, portando all’apertura di accertamenti sulla condotta familiare. Il nodo è il rapporto tra genitori e figli. Nel 2021 arriva il provvedimento più duro: la revoca della responsabilità genitoriale. I tre bambini, che all’epoca avevano tra i sette e i dieci anni e frequentavano la scuola pubblica, con ordinanza del Tribunale per i minorenni vengono allontanati dai genitori e collocati in casa famiglia a Vasto, dove restano per circa tre mesi. I servizi sociali seguono il percorso scolastico e gli aspetti legati all’igiene e al benessere dei minori.

A ricostruire quella fase è l’ex sindaco di Furci, Angelo Marchione: «Sono stati allontanati perché c’erano delle problematiche. Le segnalazioni erano collegate anche ai carabinieri. Sono state fatte indagini su aspetti di condotta della famiglia. Il lavoro del Comune è stato quello di mirare all’integrazione, soprattutto scolastica, in modo simile a quanto si sta cercando di fare oggi nel caso di Palmoli.

Il periodo nella comunità di Vasto è stato breve. Poi è intervenuto il consolato inglese, che ha dialogato con il Tribunale, e quindi sono rientrati in Inghilterra. Hanno fatto da tramite i legali. C’è stata molta sofferenza. È stato un caso molto difficile». Dopo circa tre mesi entra infatti in campo il consolato britannico, che avvia un’interlocuzione con le autorità italiane. Grazie a questo intervento la famiglia riesce a rientrare nel Regno Unito, con partenza definitiva nel 2022. Il padre si chiama Daril Singleton. A Furci svolgeva lavori saltuari, si occupava della casa, dell’orto e degli animali.
La madre lavorava online.

Il caso di Furci, però, non è isolato. Nel territorio ci sono stati numerosi allontanamenti di famiglie, italiane. In un episodio, un ragazzino italiano di 12 anni tentò addirittura la fuga da una struttura di Montesilvano. (foto AI)

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