COMUNICATO Associazione Trilly APS – ALLA CORTESE ATTENZIONE DELLA STAMPA, DEGLI ISCRITTI ALL’ORDINE DEI MEDICI DELLA PROVINCIA DI PERUGIA E DI TUTTI I CITTADINI UMBRI.
Oggetto: IL TRIBUNALE DELL’INQUISIZIONE DIGITALE. L’ORDINE DEI MEDICI DI PERUGIA OSPITA I “SACERDOTI DELL’ALGORITMO” E ABDICA A IPPOCRATE.
Sabato 14 marzo 2026, la sala riunioni dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Perugia ospiterà un convegno dal titolo apparentemente innocuo: “La prevenzione come investimento in salute: strategie, modelli organizzativi e sostenibilità “.
Come Associazione Trilly, impegnata a difendere in ogni sede giudiziaria e istituzionale i medici umbri perseguitati per aver onorato il segreto professionale e l’autonomia clinica, sentiamo il dovere di denunciare pubblicamente la reale natura di questo evento. Non si tratta di un simposio scientifico. Questa è la cabina di regia dove l’algoritmo, la burocrazia regionale e le linee guida standardizzate si fondono per governare la sanità del futuro. È la celebrazione ufficiale della “Caserma Digitale”.
Mentre le nostre denunce giacciono sui tavoli del CSM, del Garante per la Protezione dei Dati Personali e della Procura Generale, l’Ordine dei Medici di Perugia sceglie di offrire il proprio palco agli architetti del “Nuovo Assetto Sanitario”. Leggendo i nomi dei relatori e incrociandoli con i documenti ufficiali e le carte processuali, emerge una rete di conflitti e connessioni devastanti:
Il paradosso di PuntoZero e dei dati sensibili: Apre i lavori il Prof. Fabrizio Stracci, Responsabile del Registro Tumori dell’Umbria. L’Ordine dei Medici ignora forse che la gestione informatica di quel Registro – e quindi dei dati biologici e oncologici più intimi dei cittadini – è affidata a PuntoZero Scarl? Parliamo della stessa società in-house incaricata di gestire il Progetto PRJ-1589 (“Sistema Biosorveglianza”) su piattaforma commerciale Microsoft Dynamics 365. Ovvero il cervellone usato per estrarre illegalmente i nomi dei medici dissidenti e che, come scritto nero su bianco nel loro stesso “Disciplinare dei Servizi 2024/2028”, viene impiegato per svolgere “attività di analisi dei dati di carattere predittivo”. Quella che nel convegno chiamano benevolmente “prevenzione”, nei loro contratti si chiama profilazione algoritmica di massa.
La “Legge” inesistente e il ruolo della SIMG: Prenderà la parola il Dott. Riccardo Bogini, esponente della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale). Ricordiamo all’Ordine che è stata proprio la SIMG a stilare quel “Vademecum Operativo” usato dal consulente dell’accusa (Dott. Bucaneve) come una clava per incriminare i medici che compilavano esenzioni. Peccato che, come dimostrato inequivocabilmente dalla perizia medico-legale del Dott. Luca Lalli, quel Vademecum sia privo di qualsiasi valore legale di “Linea Guida” ai sensi dell’Articolo 5 della Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017). Non essendo iscritto nell’apposito registro ministeriale, quel documento contiene solo “suggerimenti”, non obblighi. Si porta in cattedra chi trasmette protocolli standardizzati privi di cogenza legale, usati nei tribunali per annullare l’autonomia clinica e il libero arbitrio del medico di base.
La USL 1 e il braccio armato della burocrazia: Parlerà la Dott.ssa Michela Bovi, espressione della Direzione Prevenzione della USL Umbria 1. Come può l’Ordine ospitare serenamente i rappresentanti di quel dipartimento (guidato dai Dottori Miscetti e Moffa) che il 15 novembre 2021 ha operato una spietata “pesca a strascico” contro i propri iscritti? Fu proprio il Dipartimento di Prevenzione della USL 1 a confezionare e inviare direttamente alla Procura di Perugia (Prot. 2021/0212863) un faldone intero con i nomi dei medici e le cartelle cliniche dei pazienti esentati. Hanno trasmesso all’Autorità Giudiziaria dati super-sensibili, incluse diagnosi oncologiche e gravidanze a rischio, innescando indagini penali “al buio” e violando di fatto il segreto medico. Hanno letteralmente trasformato l’ente di tutela sanitaria in un organo di polizia amministrativa e delazione.
L’ombra del Commissario D’Angelo: Il Dott. Salvatore Macrì (Servizio Prevenzione Regionale) illustrerà l'”Orizzonte 2030″. Egli rappresenta la continuità con quel vertice regionale pandemico guidato dal Commissario Massimo D’Angelo, lo stesso dirigente che ha firmato l’ordine scritto (Nota Prot. 231.263) di estrarre e schedare i nomi dei medici che emettevano esenzioni e, fatto ancora più grave, di tracciare i flussi dei cittadini che cambiavano medico di base. Hanno trasformato il sacrosanto diritto di scegliere da chi farsi curare in un sospetto di polizia amministrativa.
La Iatrogenesi Strutturale in cattedra: Chiudono il cerchio la Prof.ssa Folletti (Medicina del Lavoro), il Prof. dell’Olmo e la Dott.ssa Gambale (Oncologia). La medicina del lavoro viene qui teorizzata in un ambiente in cui è stata usata per sospendere e demansionare i colleghi non allineati, spesso abusando dei dati sanitari dei lavoratori, prassi per la quale il Garante della Privacy ha già duramente sanzionato altre Regioni. E non dimentichiamo la “fedina penale” dell’Ente che oggi sale in cattedra: la stessa Regione Umbria è stata formalmente condannata dal Garante della Privacy (Ordinanza Ingiunzione n. 170 del 29 aprile 2021) per l’illecita diffusione online di dati personali. Si affida la sanità del futuro a chi ha già dimostrato una palese inaffidabilità nella custodia delle informazioni riservate. E l’approccio incentrato sulla “costo-efficacia” e sulla “sorveglianza degli stili di vita” certifica la deriva: il paziente è diventato un asset da mettere a budget o un costo da tagliare tramite l’algoritmo predittivo.
Le stesse istituzioni che hanno perseguitato i medici prudenti usandoli come “bersagli statistici”, oggi si siedono in cattedra per spiegare come il nostro corpo dovrà essere digitalizzato e tracciato da qui al 2030.
Rivolgiamo pertanto una domanda formale e ineludibile al Presidente e al Consiglio dell’Ordine dei Medici di Perugia:
Come potete garantire la tutela dell’indipendenza clinica, del segreto professionale e del Giuramento di Ippocrate, se vi fate silenti megafoni di chi subordina la cura al calcolo di un software aziendale e ai rastrellamenti di dati di PuntoZero? State difendendo i medici o state offrendo una sponda istituzionale al Progetto di Biosorveglianza Regionale?
La nostra Associazione continuerà a battersi nelle aule di tribunale affinché la salute torni a essere un diritto inalienabile della persona, e il medico torni a essere un curante, e non un esattore di dati per conto dello Stato.
La Presidente dell’Associazione Trilly APS
Paola Persichetti

