Un rione popolare della periferia est di Napoli è lo scenario dell’ennesimo femminicidio: la vittima, Jlenia Musella, 22 anni, è stata uccisa con una coltellata alla schiena e aveva il volto tumefatto, con evidenti segni di percosse.
La Polizia ha arrestato il fratello, Giuseppe, 28 anni, che si era reso irreperibile dopo il delitto e al quale le voci raccolte nel quartiere addosserebbero la responsabilità dell’accaduto. La giovane è stata condotta nell’ospedale evangelico Villa Betania a bordo di un’auto. Al 28enne, chiuso nel carcere partenopeo di Secondigliano, la Polizia di Stato ha notificato un provvedimento di fermo emesso dalla Procura di Napoli per omicidio volontario.
Il giovane si è consegnato alla Polizia di Stato alla quale ha confessato di essere stato lui a uccidere la sorella.
Era già in gravissime condizioni, la coltellata aveva prodotto lesioni ad organi vitali. Non è chiaro chi ci fosse a bordo della vettura, che si è allontanata subito dopo e che si sta cercando di rintracciare attraverso i sistemi di videosorveglianza. Jlenia aveva i documenti in tasca, è stata soccorsa immediatamente ma i medici hanno potuto solo constatarne il decesso, poco dopo il ricovero, avvertendo la Polizia. La famiglia Musella vive in via Chiaro di Luna, nel rione Conocal, agglomerato di case popolari realizzate dopo il terremoto del 1980. Un’area degradata e fortemente problematica, dove lo spaccio di droga e la presenza della camorra gravano sulla vita delle persone perbene.
Pare che l’aggressione a Jlenia, prima colpita da pugni e schiaffi sul viso e poi accoltellata mortalmente alla schiena, sia avvenuta in strada in un crescendo di urla che hanno attirato l’attenzione di molti nel rione.
(ANSA – foto Il Mattino)

