«La difesa italiana ha uno dei livelli tecnologici più elevati al mondo. Ma ha tutti i difetti di tutte le industrie della difesa del mondo», ha sottolineato il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto giovedì 29 gennaio a Roma, a Palazzo Sciarra Colonna, alla prima edizione del “Forum Difesaâ€, l’iniziativa promossa da Bruno Vespa e Comin & Partners in collaborazione con l’Istituto Affari Internazionali (IAI).
Crosetto: «L’industria della difesa italiana è cara, e lenta»
«È cara, è lenta – ha spiegato Crosetto -. È abituata a costruire, a lavorare per un’Italia, per le Forze Armate che potevano programmare a lunghissimo tempo, che non avevano fretta di ricevere mezzi, e se anche li ricevevano un anno dopo alla fine cambiava poco, mentre adesso ci scontriamo con la necessità di avere i pezzi in tempo, di avere pezzi che costano sempre meno, che siano sempre tecnologicamente più avanzati». La conseguenza del ragionamento del ministro è che «adesso ci sarà la necessità di cambiare passo» e, ha sottolineato Crosetto, «si sta accelerando. L’a.d. di Fincantieri, Folgiero ha costruito cambiamenti per raddoppiare la produzione nel giro di un anno, è già aumentata del 40%, lo stesso sta facendo Mbda e Leonardo. Lo stanno facendo tutte le aziende, ripeto con le difficoltà che hanno».
Il ministro: «Deve cambiare la mentalità »
Insomma, Crosetto ha lanciato un messaggio chiaro. Le aziende della difesa «devono cambiare la mentalità . Prima vedevano i soldi, e poi davano il cammello. Mentre invece le aziende private normalmente prima fanno il cammello, e poi cercano di venderlo, e prendono i soldi. Ora serve un cambio culturale. Quando cambiano gli scenari, non c’è nessuno più veloce degli italiani per adeguarsi agli scenari nuovi. I tedeschi sono molto meglio di noi quando si deve standardizzare la produzione».
www.ilsole24ore.com

