La sottrazione dei figli è un crimine contro l’umanità

sistema Bibbiano

di Armando Manocchia – Mi ha fatto male vedere quasi deserta, ieri a Bologna, la manifestazione dei familiari a cui sono stati sottratti ingiustamente dei bambini. Ho pensato ancora una volta che siamo diventati dei monadi. Tutti bravi a emettere sentenze sui social e continuare a pensare che questa ‘roba’ capita solo agli altri. Ma gli altri siamo noi. Ho visto madri e padri di ogni ordine e grado sociale piangere per i figli strappati così.

Sono esattamente vent’anni che seguo le tragiche vicende dei bambini sottratti ingiustamente. E in questi 20 anni la situazione non è cambiata di una virgola e, ovviamente, non ho cambiato idea io. Il fenomeno criminoso, criminogeno e criminale perpetrato a danno dei bambini e delle famiglie continua e la filiera che alimenta questo vergognoso e indegno fenomeno, si arricchisce sempre di più.

Per questo dico, oggi come allora che, tra le altre cose, bisognerebbe istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta su questa gravissima ingiustizia.
‘Sottrazione’ è un eufemismo, perché troppo spesso l’allontanamento dei bambini è simile ad un violento rapimento o ancor pur verosimile, a un blitz delle teste di c…o in un covo di terroristi che, con l’inganno e la violenza, strappano ‘l’ostaggio’ da braccia amorevoli.

Piccole creature che vengono recluse in strutture chiamate in modo mistificatorio ‘case famiglia’ che, per il loro operato ben pagato, quando non fanno danni irreparabili, non potranno mai sostituire la loro famiglia.

Dopo 20 anni ci troviamo ancora di fronte al modus operandi collaudato che produce stragi familiari e un gran business per tutta la filiera.
Questa forma mentis è perseguita da una filiera composta da Servizi sociali, Psicologi, Psichiatri, Avvocati, Tutori, Case famiglia, Cooperative atee e cattoliche, Tribunale dei minori, ASL e Regione.
I Servizi sociali sono in capo al Comune e il Comune è una istituzione di carattere politico, quindi ideologica. Se fosse in capo all’ASL sarebbe meglio o meglio ancora al Ministero della Salute.

Poi, c’è anche il problema di carattere giuridico in quanto la decisione di ‘prendere in carico’ i bambini, viene presa da un assistente sociale (AS). Troppo spesso, queste sono figure non abbastanza mature, senza figli e non sufficientemente istruite con una formazione triennale, ma con un potere inaudito.

Sappiate che l’AS di fronte a una situazione di marginalità, fragilità, povertà o altro, quindi in situazioni che rientrano nella quasi normalità, presenta una relazione, compilando un prestampato da sottoporre al Giudice del Tribunale dei minorenni.
Invece, quando l’AS giudica la situazione compromessa, non esita a mettere in atto un allontanamento coatto d’urgenza con intervento della forza pubblica (ex articolo 403).

Un AS ha poteri superiori ad un Magistrato!
L’articolo 403 del nostro Codice Civile riguarda l’intervento d’urgenza della pubblica autorità a protezione dei minori in situazioni di grave pericolo o abbandono, prevedendo l’allontanamento immediato dalla famiglia e il collocamento in un luogo sicuro. Quindi, prima si procede nel sottrarre il bambino dal pericolo con l’aiuto delle FF.OO.
In seguito, il Giudice del Tribunale per i Minorenni, firma l’allontanamento messo in atto dall’AS.

Funziona così: intervengono i Servizi sociali e le forze dell’ordine prelevano con la forza il bambino per collocarlo in un luogo sicuro e segreto.
L’AS avvisa il Pubblico Ministero (PM) presso il Tribunale per i Minorenni il quale, entro 24 ore, riceve la documentazione del procedimento dall’AS e il PM, entro 72 ore, chiede al Tribunale la convalida (o la revoca).
Il Tribunale, entro 48 ore, decide sulla convalida e nomina un curatore speciale (Tutore) per il minore e fissa l’udienza che, entro 15 giorni, il Tribunale emette con un decreto definitivo (conferma, modifica o revoca l’allontanamento)

L’obiettivo sarebbe quello di garantire la tutela immediata dei bambini in situazioni critiche, bilanciando la sicurezza del bambino con il rispetto dei diritti dei genitori, attraverso un percorso procedurale rigoroso e controllato dal giudice.
Se la famiglia viene informata del procedimento in corso (a volte viene prelevato da scuola) e se il giudice accetta una Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU), la famiglia può nominare un suo legale.

Insomma, da troppi anni, non si capisce perché non sia stato creato un Osservatorio che vigili, che sappia e renda pubblico quanti bambini sono stati sottratti. Quante ‘case famiglia’ esistono. Quanto costa la permanenza. Chi e come le gestisce e chi sono i proprietari.
Ecco perché servirebbe una Commissione parlamentare d’inchiesta.
Ed ecco perché i Servizi sociali dovrebbero essere in capo all’ASL o al Ministero della Salute.

Infine, ecco perchè il Tribunale dei Minorenni dovrebbe essere inserito nello stesso ambito del Tribunale Ordinario e non essere una cosa a sé stante che gli consente di fare tutte le porcherie possibili e inimmaginabili.

Armando Manocchia

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