Agenzia delle Entrate, annullate tutte le multe ai non vaccinati Covid

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Chiusa l’era delle sanzioni per l’obbligo vaccinale Covid: con la Legge n. 15/2025 lo Stato cancella i debiti da 100 euro per over 50, sanitari e altre categorie, bloccando riscossioni e procedimenti

(www.brocardi.it) – Avv. Marco De Grergorio – L’era delle sanzioni legate all’emergenza pandemica si è ufficialmente chiusa, lasciando dietro di sé rinvii e incertezze durati oltre tre anni. Tutto ebbe inizio nel gennaio 2022, quando il governo italiano introdusse l’obbligo vaccinale per i cittadini con almeno cinquant’anni d’età, prevedendo una sanzione di 100 euro, irrogata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione sulla base degli elenchi forniti dal Ministero della Salute, per chi non si fosse messo in regola. Da quel momento, migliaia di avvisi di addebito sono rimasti sospesi. La svolta definitiva è arrivata con la conversione del Decreto Milleproroghe (D.L. 202/2024) nella Legge n. 15/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 24 febbraio 2025, con cui lo Stato ha deciso di cancellare integralmente il debito per chi non ha pagato.

Il meccanismo dell’annullamento e la fine delle azioni esecutive

Il debito viene dunque rimosso attraverso il c.d. “discarico automatico dei ruoliâ€, un’operazione tecnica con cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione elimina fisicamente le pendenze dai propri registri. Questo significa che le sanzioni non devono più essere pagate, anche se il cittadino ha già ricevuto una cartella o un avviso che intimava il versamento entro termini ormai superati. L’effetto immediato è l’estinzione di ogni procedimento di riscossione pendente, che termina senza produrre ulteriori oneri o interessi di mora.

L’annullamento del debito per legge mette al riparo i cittadini da qualsiasi azione forzosa. Non bisogna più temere pignoramenti dei conti correnti o altre misure cautelari, poiché l’AdER non dispone più di un titolo valido per procedere. Sotto il profilo legale, anche i procedimenti giudiziari ancora aperti si estinguono di diritto. I giudizi instaurati vengono chiusi con la compensazione delle spese tra le parti, evitando così che il cittadino o lo Stato debbano corrispondere le spese legali alla controparte.

Il paradosso dei rimborsi: la beffa per i cittadini adempienti

Tuttavia, la Legge n. 15/2025 riserva un trattamento sfavorevole a chi aveva deciso di mettersi in regola immediatamente. Il legislatore ha, infatti, stabilito che tutte le somme già versate a titolo di sanzione entro la data di entrata in vigore del decreto (fine 2024) restano acquisite al bilancio dello Stato. Ciò implica che non esiste alcun meccanismo di rimborso, né automatico né su istanza di parte. Se un cittadino ha pagato i 100 euro nel 2022 o nel 2023, quei soldi non gli verranno restituiti, creando una palese disparità di trattamento tra chi ha sanato la propria posizione e chi ha, invece, atteso l’intervento sanante del legislatore.

Istruzioni operative e gestione dei nuovi solleciti

Dal punto di vista pratico, il cittadino non deve compiere alcuna attività. Non è necessario presentare ricorsi, istanze di autotutela alla ASL di riferimento o comunicazioni formali agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate. L’annullamento opera per legge e l’ente riscossore è obbligato a procedere autonomamente. Può accadere che, a causa di disguidi tecnici o di spedizioni automatiche programmate mesi prima, arrivino ancora solleciti o avvisi relativi all’obbligo vaccinale. In questi casi, il documento può essere conservato, ma non ha più alcun valore legale, dal momento che la sanzione non è più dovuta e la pretesa di pagamento è nulla.

L’annullamento non riguarda esclusivamente la fascia degli over 50, ma si estende a tutte le sanzioni pecuniarie nate dagli obblighi vaccinali introdotti in fase emergenziale, includendo dunque anche i sanitari e le altre categorie professionali originariamente vincolate. Per una verifica definitiva della propria posizione, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha predisposto sul proprio portale ufficiale una sezione dedicata all’inosservanza dell’obbligo vaccinale, dove vengono riepilogati i termini della cancellazione.

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