Francia: 800 euro al mese lordi ai giovani che scelgono il servizio militare volontario

Macron e soldati

A trent’anni dalla fine della leva obbligatoria, la Francia torna a interrogarsi sul rapporto tra giovani e difesa. Ma senza ripristinare la coscrizione di massa

Il progetto annunciato dal presidente Emmanuel Macron e ora dettagliato dal governo punta piuttosto a costruire un nuovo servizio nazionale volontario, pensato come tassello di una trasformazione piĂą ampia delle forze armate.

Secondo la ministra Catherine Vautrin, l’obiettivo è accompagnare l’evoluzione verso un esercito “piĂą ibrido”, capace di integrare personale in servizio attivo, riservisti e nuove leve volontarie. Oggi le forze armate francesi contano circa 200 mila militari operativi e 47 mila riservisti; questi ultimi dovrebbero salire a 80 mila entro il 2030. Il nuovo servizio si inserisce in questo quadro, senza strappi ma con una crescita graduale dei numeri.

Reclutamento progressivo

Il piano prevede un avvio prudente: 3 mila volontari nel 2026, 4 mila nel 2027, fino a raggiungere 10 mila unità annue nel 2030. L’orizzonte fissato dal governo è di 42.500 giovani coinvolti complessivamente entro il 2035. Una salita per gradi che riflette sia i limiti organizzativi sia la volontà di testare il modello prima di un’eventuale estensione.

Sul fronte politico, l’esecutivo ha voluto chiarire un punto sensibile: l’adesione al servizio non implica automaticamente l’invio in guerra. Un’eventuale mobilitazione generale, è stato ribadito, richiederebbe comunque un voto del Parlamento e resterebbe una misura eccezionale, mai adottata dalla Seconda guerra mondiale.

Chi può partecipare e a quali condizioni

Il servizio sarĂ  aperto soprattutto ai giovanissimi: circa l’80% dei selezionati avrĂ  tra i 18 e i 19 anni. Il restante 20% sarĂ  composto da profili piĂą qualificati – ingegneri, analisti dei dati, infermieri – che potranno entrare fino ai 25 anni, con gradi assimilabili a quelli di cadetto o primo ufficiale.

La selezione avverrà sulla base dell’idoneità medica, della motivazione personale e delle esigenze operative delle forze armate. Ai volontari spetteranno circa 800 euro lordi al mese e l’alloggio per l’intera durata del servizio, fissata in dieci mesi.

Un investimento da miliardi di euro

Le mansioni previste coprono un ampio spettro: dalla fanteria ai piloti di droni, dalla sicurezza delle basi aeree al supporto ai simulatori dell’aeronautica. Anche la Marina sarà coinvolta: un volontario su cinque destinato a questo corpo verrà imbarcato sulle navi.

Durante il periodo di servizio sarà possibile continuare gli studi, entrare nella riserva operativa o scegliere l’arruolamento nell’esercito professionale. Al termine, come avviene per il personale militare in congedo, i partecipanti resteranno iscritti alla riserva per cinque anni, con la possibilità di essere richiamati per un massimo di cinque giorni all’anno.

L’investimento complessivo stimato per il periodo 2026-2030 è di 2,3 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi destinati alle infrastrutture. Per il solo 2026 sono giĂ  previsti 150 milioni. Accanto alla macchina organizzativa, il governo metterĂ  in campo una campagna informativa capillare: stampa regionale, sito dedicato, social network e presentazioni ufficiali durante eventi istituzionali come la conferenza sulla Difesa e la “Giornata della mobilitazione”, nuovo nome della tradizionale Giornata della cittadinanza. La sensazione netta è insomma che, in un mondo sempre piĂą turbolento, la mossa di Parigi è l’ennesimo passo verso il riarmo. Per molti l’unica vera garanzia di autonomia del Vecchio Continente.
https://europa.today.it – foto archivio LaPresse

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