Iran, pianista Bahrami: “Trump punta ai nostri soldi, altro che diritti umani”

Ramin Bahrami

“È una situazione inquietante e drammatica. Qui non si tratta di interesse umanitario da parte degli Stati Uniti, siamo di fronte ad atti che vanno al di là di ogni legge internazionale, di ogni diritto politico e umanitario. Qui si punta solo a interessi economici colossali. Questa cosa è valsa per il Venezuela, ed è applicabile all’Iran, come a Cuba”.

Si dice “indignato”, Ramin Bahrami, pianista iraniano, rifugiato da anni in Italia, e tra i maggiori interpreti contemporanei di Bach, commentando all’Adnkronos le ultime notizie sul suo Paese, da giorni al centro di sanguinose proteste contro il carovita, e ora nel mirino di Donald Trump che ha minacciato di colpire ‘duramente’ l’Iran se verranno uccisi altri manifestanti. Non solo. Secondo il quotidiano libanese ‘Al-Akhbar’, il presidente Usa avrebbe raggiunto un accordo con il premier israeliano Benjamin Netanyahu per attaccare il ‘paese degli Ayatollah’ se non interromperà completamente il suo programma nucleare.

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“Sono indignato”, ribadisce il Maestro. “Qui siamo di fronte a guerre di conquista economica, fatte cancellando ogni diritto. Nessuno vuole salvare nessuno. Si vogliono salvare solo le proprie tasche”. “Del resto – sottolinea – il Presidente americano ha detto chiaro e tondo che a lui interessano solo i soldi e il petrolio del Venezuela e la stessa cosa dicasi anche per l’Iran che è il quinto produttore del petrolio mondiale e tra i principali esportatori di gas nel mondo”. “Questa è la mia posizione che credo sia la stessa di tutti quelli che amano la pace e la tranquillità”.

Bahrami invita poi a riflettere come “in questi momenti, se non ci vogliamo perdere del tutto, abbiamo bisogno della cultura con la C maiuscola”. E lancia un appello: “Io da uomo di cultura chiedo che tutti gli intellettuali del mondo si mettano assieme e lancino un grido perché si ritorni al buon senso. Perché non è possibile una cosa del genere”.

E si dice stupito del fatto che “molte personalità del mondo della musica internazionale” da lui molto stimate “non abbiano preso nessuna posizione. Questo è gravissimo”, si rammarica. “Non è più il momento di attendere – ammonisce – . Bisogna condannare all’unanimità questi atti violenti e barbari, perché stiamo tornando alla legge del più forte. E questo non va bene. Siamo nel 2026 e non nell’era della pietra”.ADNKRONOS

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