Dublino, migranti accampati in strada: rifiuti, scabbia e malattie respiratorie

Le autorità irlandesi stanno facendo fatica a gestire l’accoglienza dei migranti da quando negli ultimi anni il Paese è stato investito da un maggior flusso di domande d’asilo

Nel 2023 circa tredicimila persone hanno chiesto asilo in Irlanda e il flusso non ha accennato a diminuire nei primi mesi del 2024. Al fenomeno migratorio si aggiungono gli oltre centomila ucraini che dallo scoppio della guerra in Ucraina hanno cercato rifugio nel Paese. A Dublino, almeno duecento persone vivono in tenda da settimane, accampate davanti all’ufficio per le domande d’asilo.

Iniziano a preoccupare le condizioni igienico-sanitarie di molti di questi richiedenti asilo, tra i quali sono stati segnalati casi di scabbia e malattie respiratorie. Il gruppo di volontari di Social rights Ireland ha dichiarato di essere ormai sopraffatto dal lavoro di assistenza e ha chiesto al governo irlandese di intervenire.

Le testimonianze

“I rifiuti si sono accumulati nelle ultime tre o quattro settimane. È davvero terribile perché qui non ci sono servizi igienici. Quindi gli uomini si sono messi a sinistra e hanno messo i rifiuti qui, ma anche gli escrementi, l’urina, quindi tutto è contaminato”, dice Róisín McAleer, una volontaria.

In un contesto del genere, guarire dalla malattia e impedire il contagio diventa molto difficile: “Senza la possibilità di servizi igienici e senza la disponibilità di lavatrici per lavare a caldo le lenzuola e i vestiti, sarà molto difficile curare la malattia, che è piuttosto contagiosa. Con le persone che vivono una sull’altra, con queste condizioni precarie, sarà molto difficile da combattere”, spiega la volontaria e dottoressa Eve Gaughan.

Anche gli stessi richiedenti asilo accampati lamentano le condizioni in cui versano: “È molto facile ammalarsi, avere malattie. Per i servizi igienici bisogna trovare un posto. Nella città di Dublino non ci sono bagni pubblici, né docce pubbliche. Affrontare queste cose è molto, molto difficile. Persino agli animali è garantito il diritto all’acqua. Noi facciamo fatica a trovare dell’acqua. È una condizione incredibile”, racconta Pir-Sami Kupiszewke.
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