Business vaccini, perché la UE non vuole quello russo

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Vladimir Putin si è vaccinato e nello stesso giorno è tornato ad attaccare l’Europa sullo Sputnik V. In particolare il leader del Cremlino ha definito “strane” le dichiarazioni di Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno e incaricato per la campagna di vaccinazione anti-Covid, che in un’intervista ha incautamente e illogicamente affermato che l’Ue “non ha assolutamente bisogno dello Sputnik V”.

UE e business vaccini – Breton è stato accusato di essere fazioso dal Russian Direct Investment Fund, dopodiché si è beccato pure la replica di Putin: “Non costringiamo nessuno a fare nulla. Ma ci interroghiamo sugli interessi difesi da queste persone, quelli delle case farmaceutiche o quelli dei cittadini europei?”.

Nonostante ciò, il dialogo tra la Russia e l’Ue sullo Sputnik V sta andando avanti: pare infatti che nella giornata di oggi, lunedì 22 marzo, ci sia stato un colloquio telefonico tra Charles Michel – presidente del Consiglio europeo – e lo stesso Putin. Tema di discussione la revisione a blocchi dei dati del vaccino russo da parte dell’Ema.

Marco Cavaleri, responsabile vaccini e prodotti terapeutici per Covid-19 dell’Agenzia europea del farmaco, ha rilasciato alcune dichiarazioni all’Adnkronos sullo Sputnik V: “Noi andiamo avanti con la valutazione dei dati disponibili e con le ispezioni ai siti produttivi, che sono in programma il mese prossimo. A fine aprile faremo il punto della situazione e capiremo meglio la tempistica di una potenziale autorizzazione, qualora i dati la supportassero”.  www.liberoquotidiano.it

“La vaccinazione di massa in piena pandemia crea un mostro irrefrenabile”

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