Chiusa sala abortiva al policlinico di Bari

di Gianluca Martone – Una notizia giunge dal Policlinico di Bari, ospedale che sto assediando dal lontano 6 dicembre 2017, con un serrato volantinaggio e con continue e incessanti presidi di preghiere di riparazione. Una mia amica dottoressa qualche giorno fa mi aveva informato che GLI ABORTI AL POLICLINICO DI BARI SONO STATI IMPROVVISAMENTE SOSPESI anche a causa dell’emergenza Covid e lei grido’ al MIRACOLO e mi disse: “Gianluca hai vinto la guerra”.

Incredulo, questa mattina 22 febbraio, Cattedra di San Pietro Apostolo, ho fatto telefonare al Policlinico ad una mia amica di Napoli, la quale ha simulato di voler procedere ad una IVG. LE HANNO DETTO CHE GLI ABORTI A BARI ORMAI VENGONO PRATICATI SOLO ALL’OSPEDALE SAN PAOLO E A TRIGGIANO. AL POLICLINICO, dove prima che iniziassi la mia CROCIATA si facevano oltre 500 aborti ogni anno, è crollato e la SALA ABORTIVA E’ STATA CHIUSA, cosi come si è verificato il 19 maggio scorso all’Ospedale Loreto Mare di Napoli.

Io sono profondamente commosso da questa notizia. Sapere che in quell’ospedale barese nessun bambino innocente sarà piu’ ucciso mi riempie di una gioia, che affido completamente al Signore. E’ solo grazie alla SUA GRAZIA e alla SANTA MESSA CATTOLICA di sempre che ho potuto resistere tanti anni e portare a termine la mia missione da VINCITORE in uno degli ospedali piu’ duri del Mezzogiorno, dove sono stato attaccato da comunisti, preti, ostetriche, da tutti, come si puo’ leggere in quest’articolo di PROVITA risalente al maggio 2018  https://www.provitaefamiglia.it/blog/irlanda-e-non-solo-chi-e-pro-vita-a-parole-e-chi-nei-fatti e dove addirittura lo scorso anno sono stato allontanato in modo abusivo e gravissimo durante una regolare veglia di preghiera, il 27 febbraio 2020, prima dello scoppio dell’emergenza COVID, e sono stato minacciato di essere arrestato, con il direttore Generale del Policlinico che disse: E’ una questione personale, o salta lui o salto io.

Evidentemente, stavano crollando gli aborti e correvano alle barricate. Tutto cio’ è stato documentato in modo preciso sul blog dell’ottimo giornalista Maurizio Blondet e Imola Oggi https://www.maurizioblondet.it/leroe-solitario-anti-aborto-scrive/ https://www.imolaoggi.it/category/cron/page/318/ . Ho superato tante traversie, tanti ostacoli (anche la neve il 27 febbraio 2018 come si puo’ vedere dalla foto), macinato km e km con un’auto che ha quasi 370 mila km, ma alla fine aver contribuito a salvare centinaia di bambini innocenti costituisce una soddisfazione immensa.

Ci tengo a  ringraziare anche l’amico e socio Giuseppe Petruzzelli, che spesso ha pregato e volantinato con me in questi anni davanti a questo terribile moloch abortista sin dal 6 dicembre 2017, il quale era il punto di riferimento del Mezzogiorno da anni per la somministrazione della pillola RU486. Proprio con lui concludero’ questi tre anni di assedio vittoriosi al Policlinico di Bari mercoledi 24 e giovedi 25 febbraio come Presidente e Fondatore della mia associazione “Crociata Cattolica per la Regalità di Nostro Signore Gesu’ Cristo”, senza la quale sarebbe impossibile varcare i divieti di spostamenti regionali da mesi.

In questi anni di crociata e militanza cattolica, ho messo in pratica queste meravigliose parole di don Oreste Benzi: “ “Quell’andare a pregare lì davanti all’ospedale, diventa un segno grande perchè noi diciamo: “Se uccidono tuo fratello, tu cosa fai? Corri là, dove questo succede e lo rendi visibile a tutti perchè gridi: “Uccidono mio fratello, uccidono mio fratello, aiutatemi!!” “«Ho trovato il modo per far cessare gli aborti in tutta Italia: andare a pregare di fronte agli ospedali».

“Noi dobbiamo rendere pubblico quello che avviene nel silenzio degli ospedali”. Questa preghiera diventa un segno grande perchè noi diciamo: “Se uccidono tuo fratello, tu cosa fai? Corri là, dove questo succede e lo rendi visibile a tutti perchè gridi: “Uccidono mio fratello, uccidono mio fratello, aiutatemi!!”Il fatto è che la società è anestetizzata. Che cosa accadrebbe se un giornale domani titolasse a sei colonne: “Ieri cinque bambini uccisi nell’ospedale della nostra città”. Direbbe una cosa vera? ».

Vorrei concludere con la bellissima testimonianza di Eleazaro, episodio tratto dal secondo Libro dei Maccabei, che ci invita ad avere il coraggio della testimonianza fino al martirio se necessario, per dare esempi positivi di santità soprattutto ai piu’ giovani:

” In quei giorni, un tale Eleàzaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell’aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s’incamminò volontariamente al supplizio, sputando il boccone e comportandosi come conviene a coloro che sono pronti ad allontanarsi da quanto non è lecito gustare per attaccamento alla vita. Quelli che erano incaricati dell’illecito banchetto sacrificale, in nome della familiarità di antica data che avevano con quest’uomo, lo tirarono in disparte e lo pregarono di prendere la carne di cui era lecito cibarsi, preparata da lui stesso, e fingere di mangiare le carni sacrificate imposte dal re, perché, agendo a questo modo, sarebbe sfuggito alla morte e avrebbe trovato umanità in nome dell’antica amicizia che aveva con loro. Ma egli, facendo un nobile ragionamento, degno della sua età e del prestigio della vecchiaia, della raggiunta veneranda canizie e della condotta irreprensibile tenuta fin da fanciullo, ma specialmente delle sante leggi stabilite da Dio, rispose subito dicendo che lo mandassero pure alla morte. «Poiché – egli diceva – non è affatto degno della nostra età fingere, con il pericolo che molti giovani, pensando che a novant’anni Eleàzaro sia passato alle usanze straniere, a loro volta, per colpa della mia finzione, per una piccola e brevissima esistenza, si perdano per causa mia e io procuri così disonore e macchia alla mia vecchiaia. Infatti, anche se ora mi sottraessi al castigo degli uomini, non potrei sfuggire, né da vivo né da morto, alle mani dell’Onnipotente. Perciò, abbandonando ora da forte questa vita, mi mostrerò degno della mia età e lascerò ai giovani un n! obile esempio, perché sappiano affrontare la morte prontamente e nobilmente per le sante e venerande leggi».

Dette queste parole, si avviò prontamente al supplizio. Quelli che ve lo trascinavano, cambiarono la benevolenza di poco prima in avversione, ritenendo che le parole da lui pronunciate fossero una pazzia. Mentre stava per morire sotto i colpi, disse tra i gemiti: «Il Signore, che possiede una santa scienza, sa bene che, potendo sfuggire alla morte, soffro nel corpo atroci dolori sotto i flagelli, ma nell’anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui».In tal modo egli morì, lasciando la sua morte come esempio di nobiltà e ricordo di virtù non solo ai giovani, ma anche alla grande maggioranza della nazione”.

Gianluca Martone 

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