‘Angeli e Demoni’, Silvana De Mari: “il sistema è marcio, omertà mafiosa nauseante”

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di Silvana De Mari – Nemmeno noi che scriviamo di orchi avremmo potuto immaginare quello che sta succedendo in Italia. Immaginiamo una nazione dove il 99% dei chirurghi siano persone perbene che fanno amputazioni solo perché necessario, perché c’è la gangrena. E ora immaginiamo che in quella nazione c’è un 1% di chirurghi che si divertono ad amputare arti sani, per allenarsi o per denaro o per odio al corpo sano. Possiamo affermare che quella nazione ha un sistema chirurgico completamente marcio.

L’essere umano è potenzialmente feroce. I sistemi sani prevedono che tra i propri componenti possano esistere malvagi e predispongono controlli perché non possa succedere che i malvagi facciano vittime. In Italia questo non è stato fatto col sistema di assistenza ai minori. Tutto il sistema è marcio. Se anche le mele marce fossero 5%, anche fossero solo l’1%, il solo fatto di aver consentito queste mele marce, aver costruito un sistema senza controlli, dimostra che il sistema è marcio.



In tutti casi se anche un genitore fosse colpevole è un errore gravissimo allontanare il bambino dal suo ambiente, dall’altro genitore dai nonni dei cugini dalla scuola. L’allontanamento, lo sradicamento del bambino deve essere solo l’ultima razio per casi limite. È la prima scelta in troppi casi. La casa è disordinata, inadatta a ospitare un minore: non è una ragione valida. Queste persone spostano i bambini come se fossero pedine sulla scacchiera. Fatti come quelli del Forteto o quello di Bibbiano dimostrano che il sistema che si occupa di bambini è senza controlli. In entrambi casi nessuno di quelli che vedevano quello che succedeva ha denunciato. Un’omertà mafiosa nauseante.

Che fare coi bimbi? Restituirli ai genitori di volata. E poi? Il cervello umano è plastico e addestrato da millenni alle ingiurie. Il danno si può ricuperare. Il ricupero deve essere fatto nella verità. E possibilmente non da psicologi nè altra figure professionali : si tratta comunque di estranei. Leviamoci dalla testa il mito dell’esperto. Un bambino traumatizzato l’ultima cosa di cui ha bisogno è un estraneo, che si ritiene esperto di lui perché ha dato qualche esame in un’università.

Senza psicologi abbiamo superato la peste del ‘’300 e la seconda guerra mondiale. Usciamo da questo delirio del cosiddetto esperto senza il quale la mente umana non riprende. Il ricupero deve essere fatto dai genitori e all’interno della verità più totale. Papà, mamma e bimbo/a insieme si raccontano la verità. Se babbo e mamma hanno delle colpe, si sono separati, dalle loro accuse è cominciato il disastro, chiedono perdono al bambino. Devono fare i complimenti al bambino per aver resistito: il bambino è un sopravvissuto, un vincitore. Più importante delle cose è il senso che noi siamo alle cose.

Nella verità si racconta di questa battaglia che il bambino ha vinto. Al bambino si racconta la verità: una guerra alla famiglia. Al bambino ci racconta la verità: una guerra alla sua famiglia fatta da persone malvagie. Uno psicologo, bravo e pieno di umiltà , può accettare di dare consigli ai genitori, ma per carità il bambino lo riparano l’uomo e la donna che lo hanno messo al mondo.



   

 

 



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