Berna approva il divieto del burqa

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13 nov – Il divieto di indossare il burqa e il niqab nei luoghi pubblici introdotto della Costituzione cantonale ticinese è conforme al diritto federale. Il Consiglio federale propone quindi al Parlamento di approvare la modifica costituzionale che prevede il divieto di dissimulazione del volto. Ribadisce però che, a suo avviso, una simile disposizione non è necessaria.

Il Ticino è il primo cantone svizzero ad aver proibito di velare integralmente il volto nelle vie pubbliche e nei luoghi aperti al pubblico. La proposta è stata accolta in votazione popolare il 22 settembre 2013 con oltre il 65 % dei voti. Il divieto riguarda sia il velo integrale per motivi religiosi che il mascheramento del volto durante le manifestazioni.

Questa disposizione, spiega il Consiglio federale in una nota odierna, si ispira ad una legge francese che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha ritenuto compatibile con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU).

I diritti fondamentali garantiti dalla CEDU, in particolare la libertà di religione e il divieto di discriminazione, sono praticamente uguali a quelli della Costituzione federale. La Costituzione ticinese è quindi conforme al diritto federale, anche perché – sottolinea un comunicato – sono previste eccezioni e il velo integrale resta consentito all’interno di luoghi sacri.

Il governo ribadisce però di non ritenere opportuni simili divieti. In Svizzera – afferma – sono poche le persone a portare un velo integrale per motivi religiosi e finora non hanno creato problemi. Inoltre, chi costringe una donna a portare un velo è punibile per coazione in base all’articolo 181 del Codice penale.

L’esecutivo propone di concedere la garanzia anche ad altre modifiche della Costituzione ticinese: revoca del Municipio, pari opportunità, incompatibilità per carica, ineleggibilità e destituzione, ordinamento finanziario.

ATS- .ticinonews.ch