Bambini da 0 a 4 anni “iniziati” al sesso. Guida dell’OMS per le scuole

pedof21 genn – L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stilato una guida all’educazione sessuale per i bambini da 0 a 16 anni. La guida Standard di Educazione Sessuale in Europa è una guida per i governi, sviluppata dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in collaborazione con l’agenzia governativa tedesca per l’Educazione Sanitaria. Ma non tutti hanno accolto la notizia favorevolmente.

Il documento, che consta di 85 pagine, è stato diffuso presso i ministeri dell’Istruzione e della Salute d’Europa e contiene consigli su cosa tramettere riguardo all’educazione sessuale secondo le fasce d’età, fino appunto ai 16 anni.

Da 0 a 4 anni, l’OMS prescrive l’apprendimento del “godimento e piacere quando giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione della prima infanzia”.

Da 0 a 4 anni è l’ età ideale per “la scoperta del corpo e dei genitali”.

A 4 anni, l’OMS afferma che i bambini sono in grado di “esprimere i bisogni, i desideri e i limiti, ad esempio nel gioco del dottore”.

Secondo l’organizzazione, infatti, “gli educatori dovranno trasmettere informazioni su masturbazione infantile precoce e scoperta del corpo e dei genitali” ai bambini, “mettendoli in grado di esprimere i propri bisogni e desideri, ad esempio nel ‘gioco del dottore'”.

Dopo di che, fino ai sei anni, i piccoli dovranno essere istruiti “sull’amore e sulle relazioni con persone dello stesso sesso”, affrontando “argomenti inerenti la sessualità con competenza comunicativa”.

Da 4 a 6 anni è l’età ideale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per “parlare di questioni sessuali”, esplorare “le relazioni omosessuali” e “consolidare l’identità di genere”.

Tra i 6 e i 9 anni, gli esperti dell’OMS affermano che sono pronti a conoscere e difendere i “diritti sessuali di bambini e bambine”. Si arriverà pertanto a parlare di vera e propria educazione sessuale: i maestri delle elementari dovranno infatti tenere lezioni su “cambiamenti del corpo, mestruazioni ed eiaculazione”, offrendo loro nozioni sull’utilizzo dei “diversi metodi contraccettivi”.

In tal modo, una volta compiuti i 9 anni, fino ai 12, potranno essere informati sui “rischi e conseguenze delle esperienze sessuali non protette”, ovvero le malattie sessualmente trasmissibili e le gravidanze indesiderate”. La guida afferma: “l’impatto della maternità e della gravidanza tra gli adolescenti (cioè la crescita dei figli, la pianificazione familiare, i progetti di studio o di vita, la contraccezione , il processo decisionale e la cura nel caso di gravidanze indesiderate”.

Dai 12 ai 15 anni, infatti, i docenti avranno il compito di insegnare agli adolescenti la “pianificazione familiare”, mettendoli in condizione di comprendere l'”impatto della maternità in giovane età”, rendendoli consapevoli inoltre della possibilità dell’aborto. Per l’Oms, inoltre, nella fascia puberale, i giovani dovranno essere informati riguardo la possibilità di avere figli anche in relazioni omosessuali, e dovranno imparare a conoscere il concetto di prostituzione e pornografia, svincolando i ragazzi dalla “influenza della religione sulle decisioni riguardanti la sessualità”

Inutile sottolineare che il documento ha suscitato reazioni da parte del mondo cristiano e cattolico, in particolare del team di CitizensGo, comunità di cittadini attivi che vogliono difendere la vita, la famiglia e i diritti fondamentali dell’uomo.

Il team ha puntualizzato come il documento dell’Oms “costituisce uno strumento propagandistico della cosiddetta ‘ideologia del gender’, una visione del mondo priva di fondamento scientifico che sta già influenzando la vita democratica di molti Paesi” afferma il team di CitizensGo, comunità di cittadini attivi che vogliono difendere la vita, la famiglia e i diritti fondamentali dell’uomo.

“La sfera sessuale è descritta in modo banale, semplicistico e totalizzante – osserva il team – il bambino viene inizialmente indottrinato con tutta una serie di nozioni di carattere esclusivamente biologico e anatomico, per giungere dopo alcuni anni ad affrontare gli aspetti relazionali, intersoggettivi ed emotivi della propria sessualità”. Allo stesso tempo – aggiunge – “la sessualità viene innalzata a centro della vita dell’individuo e viene descritta minuziosamente e nevroticamente in tutti i suoi aspetti, come se non si potesse vivere la propria esperienze sessuale e affettiva senza conoscerne prima i più piccoli dettagli meramente ‘meccanici’”.

Il tono “eticamente asettico” che pervade il testo dell’Oms implica, secondo CitizenGo, “una visione riduzionista e materialistica dell’esperienza sessuale e della vita umana nel suo insieme”.

Anche i vescovi spagnoli hanno manifestato la loro preoccupazione per questo argomento, dato che si prospetta come un tentativo di promuovere un unico modello di istruzione in tutto il continente europeo e un modello da seguire nel campo dell’educazione sessuale.

Secondo il rapporto, dicono i vescovi, gli standard proposti non hanno nessun riferimento ai principi morali. Tra gli altri motivi gravi, nel testo non si fa alcuna menzione del fatto che la relazione sessuale con una persona minore di quindici anni in molti Paesi è sanzionata.

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