Triplice omicidio a colpi di mannaia: chi è il bengalese sospettato

Triplice omicidio a Roma

Madre, padre e figlia di 8 anni, originari del Bangladesh, sono stati uccisi a colpi di mannaia in un’abitazione in via Montiglio, nel quartiere Aurelio a Roma

La tragedia si è consumata nella serata di venerdì 26 giugno: l’allarme è scattato intorno alle 20.30. Il figlio più grande della coppia, accorso sul posto poco dopo il delitto, è rimasto ferito. Il sospetto autore del triplice omicidio è il 43enne Shahadat Hossain, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983. La polizia di Stato fa sapere che chiunque avesse indicazioni o informazioni utili a rintracciarlo, può contattare l’utenza 3346903295 della Squadra mobile.

Chi è il sospetto autore

Polizia e carabinieri in queste ore sono sulle tracce di Hossain: il cittadino bengalese sarebbe un amico della famiglia. Secondo quando riportato dall’agenzia di stampa LaPresse, l’uomo lavorerebbe in un vicino supermercato della stessa catena dove è impiegato il figlio 18enne della coppia.

Triplice omicidio a Roma
FOTO  POLIZIA DI STATO

Il possibile movente e il legame con il figlio maggiore

Sono diverse le ipotesi al vaglio degli investigatori della Squadra mobile sul movente del triplice omicidio. Una delle piste sarebbe il tipo di relazione tra le vittime e l’assassino. Secondo l’ultima ricostruzione, potrebbe addirittura essere stato il figlio maggiore il vero obiettivo del killer. Il giovane è riuscito a fuggire dall’appartamento e ha atteso l’arrivo della polizia all’ingresso della palazzina.

Il figlio sopravvissuto: “C’era sangue ovunque”

“Mi ha ucciso tutta la famiglia. Sono arrivato a casa e ho visto lui che puliva il sangue. C’era sangue ovunque. Ha ammazzato tutti”, sarebbero state le prime parole del figlio più grande della coppia, riportate da Il Messaggero, poco dopo aver scoperto la morte dei genitori e della sorellina.

Stando a una prima ricostruzione, l’assassino dopo aver ucciso i due coniugi e la piccola, li avrebbe nascosti sotto il letto. A quel punto sarebbe stato sorpreso dal figlio maggiore della coppia rientrato in quel momento in casa. Sarebbe poi partita una colluttazione tra i due con il 18enne che sarebbe però riuscito a sottrarsi all’aggressore e a dare l’allarme scappando dall’appartamento.

La testimonianza

“C’era questo giovane tutto insanguinato. Aveva ferite alla testa, alle mani e alle gambe. Gridava che erano tutti morti. Io ho provato a calmarlo”, racconta una delle prime soccorritrici a Il Messaggero parlando del figlio maggiore della coppia. La donna, secondo quanto riportato dal quotidiano, avrebbe anche visto il killer scappare: “Aveva la carnagione scura e una polo credo azzurra. Correva velocissimo, però ho notato che sulle mani aveva dei guanti”, avrebbe detto la donna che in quel momento era a spasso con il cane e la figlia.

www.tgcom24.mediaset.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *