La Commissione europea lancia aggressivo piano d’azione contro l’evasione fiscale

6 dic – La Commissione europea lancia un piano d’azione contro l’evasione fiscale. ”Ogni anno nell’UE si perdono mille miliardi di euro a causa dell’evasione e dell’elusione fiscali – afferma Algirdas Semeta – non si tratta soltanto di una scandalosa perdita di entrate estremamente necessarie, ma di una minaccia per la giustizia fiscale.

Sebbene gli Stati membri debbano potenziare le misure nazionali per la lotta all’evasione fiscale, le soluzioni unilaterali non saranno sufficienti. In un mercato unico, nel contesto di un’economia globalizzata, le incoerenze e le lacune nazionali diventano il terreno di gioco per chi cerca di eludere la tassazione. Una posizione forte e coesa dell’Unione nei confronti degli evasori fiscali, e di coloro che li agevolano, e’ quindi fondamentale”.

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Partendo da queste premesse, la Commissione ha presentato oggi un piano d’azione per una risposta piu’ efficace dell’Europa all’evasione e all’elusione fiscali. Il piano d’azione prospetta un insieme globale di misure, da attuare ora o in futuro, per aiutare gli Stati membri a tutelare la propria base imponibile e a recuperare i miliardi di euro che sono loro legittimamente dovuti.

Come primo risultato immediato, la Commissione ha adottato oggi anche due raccomandazioni per esortare gli Stati membri a intraprendere azioni immediate e coordinate su specifici problemi urgenti.

La prima raccomandazione prevede una forte presa di posizione dell’Unione contro i paradisi fiscali, che vada oltre le attuali misure internazionali. Utilizzando criteri comuni, gli Stati membri sono incoraggiati a individuare i paradisi fiscali e a inserirli in ”liste nere” nazionali. Vengono stabilite inoltre misure specifiche per convincere i paesi terzi ad applicare le norme di governance dell’Unione.

La seconda raccomandazione riguarda la pianificazione fiscale aggressiva. Essa suggerisce le modalita’ con cui affrontare i tecnicismi e le lacune giuridiche che alcune aziende sfruttano per evitare di pagare il loro giusto contributo. Gli Stati membri sono incoraggiati a rafforzare le proprie convenzioni contro la doppia imposizione, per evitare che esse si traducano in un’assenza totale di imposizione. E’ opportuno inoltre che essi adottino una comune norma generale antiabuso grazie alla quale potrebbero ignorare qualsiasi artificio escogitato ai fini dell’elusione fiscale e tassare invece in base all’effettiva sostanza economica.

Altre iniziative previste nel piano d’azione odierno includono un codice dei contribuenti, un codice di identificazione fiscale dell’UE, un riesame delle disposizioni antiabuso contenute nelle principali direttive dell’Unione e gli orientamenti comuni per la tracciabilita’ dei flussi di denaro.

Per migliorare ulteriormente il lavoro svolto all’interno dell’UE in materia di concorrenza fiscale dannosa, si raccomanda agli Stati membri di potenziare l’azione del codice di condotta dell’UE sulla tassazione delle imprese. Se le soluzioni volte a eliminare alcune incoerenze specifiche non sono adottate e attuate in tempi utili e in modo efficace, la Commissione presentera’, ove opportuno, proposte legislative d’azione.

Si raccomanda inoltre di estendere l’ambito di applicazione del codice di condotta ai regimi fiscali speciali per i soggetti privati facoltosi. Il piano d’azione presentato oggi rappresentera’ il solido contributo dell’UE al dibattito internazionale in materia di evasione ed elusione fiscali, in particolare in seno all’OCSE e al G20. In quanto tale, il piano sosterra’ la posizione dell’UE nel chiedere norme piu’ rigorose di buona governance fiscale a livello mondiale. asca

 

 

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