Trieste: centri sociali aggrediscono le Sentinelle in piedi

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Trieste, 22 nov – Ancora una volta si manifesta la prepotenza e l’arroganza dei teppisti dei centri sociali, che non lasciano in pace neanche i partecipanti ad una veglia silenziosa. Vi sono stati momenti di tensione, intorno 17.30, in piazza Ponterosso  durante l’happening delle Sentinelle, che leggevano un libro dopo aver acceso dei lumi.

Attivisti dei centri sociali hanno fatto irruzione sul luogo della manifestazione, insultando le Sentinelle. Sono volate offese, spintoni e qualche lume è stato spento: le provocazioni sono continuate fino all’intervento degli agenti della Polizia di Stato, che hanno riportato l’ordine.

Sentinelle in Piedi  è un movimento apolitico e aconfessionale che si batte per la difesa della famiglia tradizionale. La veglia consisteva nello stare in piazza a leggere un libro per un’ora, a due metri di distanza l’uno dall’altro, rispettando per tutto il tempo un assoluto silenzio, secondo l’esempio dei Veilleurs debout francesi.

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Ovviamente i violenti e gli sfascia-vetrine sono attratti come mosche da queste manifestazioni composte e tranquille, anche perché non le capiscono, in quanto nella loro mentalità, tutto si ottiene in maniera dittatoriale, impedendo agli altri di avere o esprimere idee diverse, costi quel che costi. Inoltre fanno pena la miseria e il vuoto della loro vita: passare i pomeriggi del sabato nel disturbare il prossimo denuncia che non hanno nulla altro di meglio da fare.



   

 

 

3 Commenti per “Trieste: centri sociali aggrediscono le Sentinelle in piedi”

  1. Riccardo Bonavita

    Ci vuole un bel coraggio a scrivere un articolo così, soprattutto definendo le Sentinelle in Piedi un movimento apolitico e aconfessionale.

  2. Alessandro Gennari

    Scusi Riccardo,
    e come definirebbe lei un movimento che non ostenta nessun simbolo politico e non fa sfoggio di siboli religiosi, ma si attiene solo a :
    – rigoroso silenzio
    – pacificissima protesta
    – difesa della famiglia tradizionale
    E poi, ognuno di noi ha diritto a dire-fare-pensare ciò che vuole (ovviamente nei limiti consentiti dalla Legge), in quanto esiste ancora la libertà di pensiero.
    O questi pensieri “di rivolta” disturbano le menti sopraffine dei vari centri sociali-lgbt-altro ?

  3. Non faccio parte di nessun centro sociale, però ritengo da nonna e cittadina pensate che le vostre manifestazioni siano a volte provocatorie. Detto questo condanno ogni forma di violenza.

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