Corte dei Conti: recessione innescata dalle troppe tasse

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5 feb. – L’aumento della pressione fiscale “gia’ ‘fuori linea’ rispetto ad altri paesi europei ha favorito “le condizioni per ulteriori effetti recessivi”. Lo ha sottolineato il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, nella relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario. L’Italia rischia l’avvitamento se non riesce a far ripartire la crescita.

“In un periodo di tempo breve e con l’urgenza di corrispondere alle richieste dell’Europa – ha spiegato Giampaolino – i margini limitati di riqualificazione della spesa pubblica hanno reso necessario, dunque, un ricorso ad aumenti del prelievo tributario, forzando una pressione fiscale gia’ fuori linea nel confronto europeo e favorendo le condizioni per ulteriori effetti recessivi; la pur comprovata maggiore efficacia delle misure di contenimento della spesa pubblica non ha, inoltre, consentito, in presenza di un profilo di flessione del prodotto, la riduzione dell’incidenza delle spese totali sul Pil, che resta al di sopra dei livelli pre-crisi”.

FRAGILE EQUILIBRIO BILANCIO, A RISCHIO OBIETTIVI L’equilibrio “fragile” dei conti pubblici rischia di generare “una rincorsa incompiuta” degli obiettivi di bilancio. Lo sottolinea il presidente della Corte dei Conti nella relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario. “L’asimmetria temporale tra gli effetti restrittivi prodotti dalle ripetute manovre di riduzione del disavanzo e l’impatto positivo sulla crescita degli interventi di sostegno all’economia e delle riforme – ha spiegato Giampaolino – genera un equilibrio fragile, con il rischio di una rincorsa incompiuta degli obiettivi di finanza pubblica”. agi

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