Una discussione nata per l’utilizzo di una giostrina all’interno di un parco giochi è degenerata in una violenta aggressione, culminata con insulti a sfondo razzista, un accoltellamento e il ferimento di una bambina di 11 anni intervenuta per difendere il padre.
È accaduto nella serata di domenica 5 luglio al giardino Giancarlo Susini, in via Zaccherini Alvisi, a Bologna. L’intervento della polizia ha portato, nelle ore successive ai fatti, all’identificazione del presunto aggressore, che è stato denunciato per lesioni personali aggravate ed evasione. Per lui l’autorità giudiziaria ha disposto la sostituzione degli arresti domiciliari con la custodia in carcere.
La lite scoppiata per una giostrina
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato da una banale discussione tra due famiglie per l’utilizzo di una giostrina presente nell’area giochi del parco. La situazione, però, è rapidamente degenerata. Una donna avrebbe iniziato a insultare con frasi a sfondo razzista un cittadino pakistano 50enne. Poco dopo avrebbe telefonato al marito, un 31enne tunisino, chiedendogli di raggiungerla.
L’aggressione con il coltello
Secondo la ricostruzione della Polizia, l’uomo sarebbe arrivato al parco armato di coltello e avrebbe aggredito il cittadino pakistano, minacciandolo di morte. L’aggressione sarebbe proseguita con un fendente e con una serie di calci e pugni. Durante quei momenti concitati è rimasta coinvolta anche la figlia undicenne della vittima, intervenuta nel tentativo di difendere il padre. La bambina sarebbe stata poi spinta a terra mentre cercava di documentare quanto stava accadendo.
Padre e figlia in ospedale
Sul posto sono intervenuti gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, che hanno prestato i primi soccorsi e avviato immediatamente le indagini raccogliendo le testimonianze dei presenti. Il cittadino pakistano e la figlia sono stati trasportati al Policlinico Sant’Orsola, dove sono stati medicati e dimessi con prognosi rispettivamente di sette e due giorni.
Identificato grazie alle indagini della Polizia
Le indagini sono proseguite nelle ore successive grazie agli agenti del commissariato Bolognina-Pontevecchio che, sulla base delle testimonianze raccolte e della conoscenza del territorio, sono riusciti a identificare il presunto autore dell’aggressione. L’uomo è stato successivamente riconosciuto anche dalla vittima.
Era ai domiciliari: disposto il carcere
Gli accertamenti hanno inoltre permesso di verificare che il presunto aggressore era già sottoposto agli arresti domiciliari per altri fatti, con la possibilità di uscire esclusivamente in determinate fasce orarie. Dato che l’aggressione sarebbe avvenuta in un orario incompatibile con le prescrizioni imposte dalla magistratura, l’uomo è stato denunciato anche per evasione. Alla luce dei nuovi fatti contestati, il giudice ha disposto la sostituzione degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere.

