Ha rubato la borsa a un’anziana mentre si trovava nei pressi di un distributore automatico dell’acqua, ma è stato inseguito dalla stessa vittima fino all’arrivo della polizia di Stato, che lo ha arrestato in flagranza. È accaduto nella giornata di lunedì 6 luglio a Imola. A finire in manette è stato un uomo di origine croata di 49 anni, ritenuto responsabile di furto aggravato con destrezza ai danni di una donna italiana di 82 anni.
Il furto vicino alla casetta dell’acqua
Secondo quanto ricostruito dalla polizia di Stato, gli agenti del Commissariato di Imola erano impegnati in un normale servizio di controllo del territorio quando, nei pressi di via Zappi, alcuni passanti li hanno fermati segnalando la presenza di un uomo in bicicletta che aveva appena rubato una borsa. Il furto sarebbe avvenuto poco prima vicino al distributore automatico dell’acqua di via Pirandello, dove l’anziana si trovava al momento dei fatti.
L’inseguimento della vittima
Accortasi del furto, la donna non ha perso di vista il ladro e ha deciso di seguirlo con la propria automobile, mantenendo il contatto visivo fino a quando ha intercettato una pattuglia della polizia di Stato. Ricevute le indicazioni della vittima, gli agenti hanno raggiunto l’uomo nei pressi della rotatoria tra via Boccaccio e via Zappi, dove lo hanno fermato per un controllo.
La refurtiva era ancora sulla bicicletta
Durante gli accertamenti, i poliziotti hanno trovato la borsa rubata ancora appesa al manubrio della bicicletta utilizzata dal sospettato. Successivamente, negli uffici del commissariato, la donna ha riconosciuto senza esitazioni l’uomo fermato come autore del furto.
Arresti domiciliari dopo la direttissima
L’uomo era già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro il patrimonio, commessi con modalità analoghe e spesso ai danni di persone anziane. L’intera refurtiva, composta dalla borsa contenente documenti personali, carte di pagamento e denaro contante, è stata recuperata e restituita alla legittima proprietaria. Al termine del giudizio per direttissima, nei confronti del 47enne sono stati disposti gli arresti domiciliari. Come previsto dalla legge, la responsabilità penale dell’indagato potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva di condanna.

