Ricevevano il reddito di cittadinanza o l’assegno unico pur non avendone il diritto, perché senza i requisiti minimi per percepirlo
La Guardia di Finanza ha denunciato ben 72 persone nel nord del Barese, nell’ambito di un’indagine del comando provinciale di Barletta-Andria-Trani. Secondo una prima ricostruzione fornita dai finanzieri, le persone coinvolte avrebbero presentato dichiarazioni che attestavano il falso oppure in cui sarebbero state omesse variazioni di reddito o la presenza di altri beneficiari in famiglia, provocando un danno per le casse dello Stato che ammonterebbe a 350mila euro.
Nel corso delle indagini, coordinate dalle Procure di Trani e Foggia, si è scoperto che in alcuni casi i sussidi sono stati erogati in favore di cittadini stranieri che avrebbero attestato falsamente il possesso dei “requisiti minimi di permanenza sul territorio nazionale”. In altri casi, invece, i beneficiari avrebbero “omesso o ritardato di comunicare all’Inps la variazione della situazione reddituale e patrimoniale propria o del proprio nucleo famigliare”. I cittadini italiani e stranieri coinvolti, ferma restando la presunzione di innocenza fino a definitivo accertamento della responsabilità penale, dovranno risarcire le casse dell’Inps.
L’inchiesta, effettuata nei primi sei mesi del 2026, ha permesso anche di individuare e far bloccare, in relazione a entrambe le misure di sostegno, altri importi non ancora elargiti dall’Inps – con cui la Guardia di Finanza ha stipulato un Protocollo d’Intesa nel gennaio 2023 – collegabili a istanze ritenute truffaldine perché istruite con il fine di percepire indebitamente sia il reddito di cittadinanza che l’assegno unico.

