Bologna, detenzione e consumo pubblico di sostanze: fermati 5 Radicali

Radicali Filippo Blengino

Se piazza Verdi a Bologna si è trasformata nel teatro di una nuova azione firmata Radicali Italiani, la disobbedienza civile non resterà un episodio isolato

Il movimento ha annunciato che la protesta proseguirà nelle prossime settimane, accompagnata da una serie di incontri pubblici e dalla presentazione del volume “La Repubblica della Paura”. Al centro della protesta, il tema della legalizzazione della cannabis, portato in piazza attraverso una modalità che non lascia spazio a interpretazioni: il consumo pubblico di sostanze, con il conseguente intervento delle forze dell’ordine.

Il fermo e la contestazione

L’azione ha portato al fermo di cinque esponenti di spicco del movimento: il segretario di Radicali Italiani Filippo Blengino, il presidente di Più Europa e Radicali Matteo Hallissey, insieme ad Arcangelo Macedonio, Bianca Piscolla e all’attivista Dario Riccomi. Per tutti, la polizia ha provveduto alla contestazione dell’articolo 75 del Testo Unico sugli Stupefacenti, la normativa che prevede sanzioni amministrative per chi detiene sostanze per uso personale.

“Risorse sprecate”

Filippo Blengino, promotore dell’iniziativa ha commentato: “Ci scusiamo con le forze dell’ordine per averle costrette a impiegare oltre dieci agenti, due volanti e la squadra scientifica per reprimere quattro canne, anziché contrastare la criminalità che produce vittime ogni giorno”.

Secondo i Radicali, il sistema attuale non solo sarebbe fallimentare dal punto di vista sociale, ma creerebbe un paradosso logistico: la sottrazione di agenti da attività di pubblica sicurezza prioritarie per gestire contestazioni amministrative legate al consumo di sostanze leggere. “Il proibizionismo sottrae tempo e risorse senza rendere le città più sicure” ha aggiunto Blengino, ribadendo come, a suo avviso, il mercato nero resti l’unico vero beneficiario dell’attuale normativa.

La roadmap della protesta

“Ci hanno fermati a Bologna? Pronte nuove disobbedienze”, scrivono i una nota i Radicali che intendono trasformare ogni atto di disobbedienza in un momento di sensibilizzazione politica. Le prossime tappe sono già fissate: nei prossimi 15 giorni, porteranno la loro battaglia a Prato, Milano e Monza. L’obiettivo dichiarato resta quello di riaprire un dibattito parlamentare, partendo da uno slogan che i Radicali considerano un mantra: “Legalizzazione uguale sicurezza”.

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