Ostaggi in casa propria. È la drammatica situazione in cui da mesi venti famiglie sono costrette a vivere
FIRENZE – Siamo a Novoli, in via Mario Fabiani. All’interno di una palazzina abita un uomo di 50 anni di origini straniere che dalla mattina alla sera minaccia, aggredisce e rende la vita un inferno ai suoi vicini e all’interno isolato. Ambulanze, pattuglie dei carabinieri e volanti della polizia fanno la spola: le chiamate e le lamentele dei residenti sono all’ordine del giorno.
L’appello alle istituzioni: “Si sfiora la tragedia”
Un gruppo di loro ha scritto a La Nazione, e denunce alla mano, lancia un appello disperato alle istituzioni. “Si sfiora la tragedia a ogni ora della giornata – esordisce Luisa, madre di due figli che vive con il marito nel palazzo -, è diventato un calvario”. La lista degli episodi è lunga e articolata. “Urla tutta la notte, all’alba spara a tutto volume le preghiere islamiche – continua la donna -, ma soprattutto aggredisce chi prova a dirgli qualcosa o semplicemente incrocia il suo sguardo per le scale dell’edificio”.
Candeggina contro un inquilino
Nelle scorse settimane, secondo quanto denunciato alla questura, l’uomo avrebbe tirato della candeggina contro uno degli inquilini, senza alcun motivo, per poi colpirlo con un bastone. Avrebbe anche aggredito una giovane donna, dopo aver sfondato il portone della sua abitazione, che si trovava in compagnia del figlio appena nato e si è salvata grazie all’intervento del compagno. E poi sassi e pezzi di mobili lanciati dalla finestre, agguati nell’androne, sui pianerottoli e perfino alla fermata del bus.
“Porto i miei figli in hotel”
“Siamo terrorizzati, io non esco di casa se non con mio marito – dice la donna – e se continua così sarò costretta a lasciare la casa e a trasferirmi momentaneamente in hotel con i miei figli”. Sulle chat di vicinato sono numerosi i video di ambulanze e mezzi di soccorso che riportano l’uomo davanti al cancello del condominio dopo nottate passate chissà dove. Stando alle poche informazioni su di lui, le sue condizioni sarebbero deflagrate dopo la perdita del lavoro.
“Noi non sappiamo più che cosa fare – conclude Luisa –, abbiamo presentato decine e decine di segnalazioni: ogni volta i carabinieri o i poliziotti lo caricano e poi lo lasciano andare. Abbiamo provato a metterci in contatto con le istituzioni, ma senza ricevere risposte alcune. Non è giusto, ci sono persone anziane e famiglie che vivono con la paura di uscire dal proprio appartamento, che hanno paura di un uomo che sembra capace di tutto. Chiediamo al Comune di intervenire, prima che sia troppo tardi”.
Le forze dell’ordine, interpellate, confermano denunce e segnalazioni dei residenti. Non rimane quindi che attendere che qualcuno intervenga, possibilmente il prima possibile.

