Sale la tensione nella Capitale in vista della giornata del 13 giugno, quando a distanza di poche ore si svolgeranno tre mobilitazioni contrapposte: da una parte il corteo degli studenti e dei collettivi contro “guerra, razzismo e sfruttamento”, diretto verso il ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini; dall’altra la manifestazione e la contro-manifestazione sulla Remigrazione.
Un clima di forte contrapposizione che oggi ha avuto un primo assaggio all’università La Sapienza, dove sono stati bruciati alcuni manifesti con il volto del vicepremier e leder leghista, durante un presidio alla Minerva.
L’iniziativa è stata organizzata dagli ‘studenti” di Cambiare Rotta: “Dalla Sapienza un segnale chiaro”, hanno affermato, spiegando che gli universitari, sabato alle 14.30, partiranno da piazzale del Verano e andranno verso il ministero di Salvini, indicato come “volto e responsabile delle politiche razziste e securitarie”, con una parola d’ordine: “Respingiamoli”.
C’è chi sceglie il confronto e chi, invece, preferisce l’insulto e arriva persino a bruciare le immagini di chi la pensa diversamente. E questi sarebbero i “tolleranti” e “accoglienti”? Non mi faccio intimidire da questi gesti. Avanti, con ancora più determinazione. pic.twitter.com/xWSfIcyBJu
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) June 9, 2026
Immediata la replica del leghista: “C’è chi sceglie il confronto e chi, invece, preferisce l’insulto e arriva persino a bruciare le immagini di chi la pensa diversamente”, ha osservato Salvini, che ha aggiunto: “Non mi faccio intimidire da questi gesti. Avanti, con ancora più determinazione”.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha espresso la sua “ferma condanna” per il “gesto inaccettabile” e ha rivolto a Salvini “solidarietà” e “vicinanza personale e istituzionale”. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ricordato che “bruciare immagini o ricorrere a gesti intimidatori non è mai un modo accettabile di manifestare le proprie idee”, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di un “gesto inaccettabile” da condannare con “estrema fermezza”.
ANSA

