I bisogni secondari sono i pilastri traballanti del sistema sociale

torre di babele

Senza le guerre per risanare i danni e bloccare le perdite, il crollo dell’economia mondiale, ucciderebbe più umani di una guerra atomica

di Franco Luceri – Nei sistemi democratici, in aggiunta ai bisogni primari necessari a tenere in vita i popoli; i bisogni secondari dei cittadini liberi, sono i pilastri progettati scientificamente per fare da base d’appoggio alla foresta dei diritti e doveri individuali e collettivi che poi la politica provvede a legalizzare e finanziare, ma senza riuscire a tutelarli con vera giustizia sociale.
Indebolisci o demolisci i pilastri dei bisogni secondari e relativi consumi e viene giù l’intera architettura istituzionale, economica e finanziaria, studiata per sfruttare lavoro e consumi crescenti dei popoli e conservare in buona salute i bilanci delle multinazionali economico finanziarie, ed eternamente con febbre da cavallo il debito pubblico di qualunque Stato. Prime potenze mondiali comprese.

Secondo voi, di questa pericolante torre di Babele, che necessita di continui aggiustamenti criminali a colpi di epidemie, recessioni, inflazioni, spread, salvataggi di banche, finanziamenti, tasse e guerre locali, chi sono i veri responsabili: gli scienziati che hanno progettato il manicomio e formato il cervello dei popoli per renderli ossessionati di diritti e consumi, ma esposti alla rapina triburia e inoffensivi; oppure i Trump, Netanyahu e Putin condannati a passare per criminali matti, se costretti a tenere in piedi a colpi di guerre devastazioni e genocidi, il manicomio del PIL mondiale, tenuto in vita solo dall’industria bellica, e debiti pubblici nazionali da malato terminale?

I bisogni, e i consumi per soddisfarli, sono i pilastri su cui poggia la presunta civiltà umana. Riduci i bisogni secondari o fai crollare i consumi, e uccidi milioni di poveri per conservare all’ingrasso o salvare poche centinaia di industriali e banchieri.
Ecco perché i politici delle prime potenze mondiali sono condannati a passare da una guerra all’altra, da un genocidio all’altro, da uno sterminio all’altro, da una epidemia all’altra, da una recessione all’altra, da un’inflazione all’altra, da uno spread all’altro, per impedire il collasso del sistema economico alimentato dalla produzione e consumo di beni e servizi secondari in aggiunta ai primari che ormai non bastano più nemmeno per l’antipasto.

Giusto per capirci, la libertà di scelta che hanno i governanti delle massime potenze mondiali che devono tenere in vita il sistema economico globalizzato per tenere in vita l’umanità, è lo stesso margine di manovra che ha l’autista di un tir su una strada di montagna: sflacellarsi contro la montagna sterzando di qua o finire nel recipizio sterzando di là.
Trump, Netanyahu e Putin non sono criminali matti, sono i governanti illusi di un sistema manicomiale povero di scelte legali e razionali. Matto e criminale è chi ha lasciato che il mondo della cultura prosegua a dir poco da quattro secoli e acceleri sulla via della distruzione dell’umanità e del pianeta, inventando una quantità di bisogni secondari in aggiunta ai primari, senza sapere che i bisogni, al pari dei pilastri, una volta piantati culturalmente, l’umanità ci costruisce sopra l’intero sistema sociale, giuridico, economico e finanziario. E quella mostruosa architettura può eliminarla senza danni solo Dio miracolando umanità e pianeta.

Se progetti culturalmente un sistema e formi i popoli con quella cultura, quei popoli pretenderanno che la politica legalizzi le loro pretese: salario, profitto, casa, famiglia, automobile, università, lauree, feste, compleanni, fidanzamenti, matrimoni, seconda casa al mare o in montagna, viaggi all’estero, eccetera eccetera.
E così il cane del debito pubblico crescente e dei servizi calanti o inesistenti inizia a girare in tondo mordendosi la coda.

E tutto il peggio del mondo diventa inevitabile nella competizione economica globalizzata e feroce quanto e peggio di una guerra.
O nella feroce competizione militare, dove i crimini contro l’umanità vengono consumati, con l’intera comunità mondiale che si sbraccia per condannarli a parole, ma senza muovere concretamente un dito per impedirli.
Perché senza le guerre per tappare i buchi, risanare i danni e bloccare le perdite, il crollo dell’economia mondiale, ucciderebbe più umani di una guerra atomica.
FRANCO LUCERI

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