“20mila candidati islamici nel 2027”, così la sinistra spera di vincere le elezioni

moschea islamici

La sinistra, sfruttando il contributo del voto islamico, cerca l’assalto alle istituzioni italiane

di Francesco Giubilei – Il modello dell’islamo-gauchisme, che in Francia giĂ  esiste da tempo, è arrivato anche in Italia. GiĂ  dalle prossime elezioni amministrative aumenterĂ  la loro partecipazione, cristallizzata dai numerosi candidati islamici all’interno delle liste. L’operazione politica si nasconde dietro il baluardo dell’integrazione ma è evidente che l’obiettivo della sinistra sia riuscire a vincere le elezioni prendendo il voto degli islamici che, invece di integrarsi nella nostra cultura, vogliono imporre la loro, tra invocazioni ad Allah, manifesti elettorali scritti in arabo e donne con il velo.

Il caso più eclatante si sta verificando alle elezioni comunali di Venezia dove la sinistra ha candidato in blocco ben sette esponenti della comunità bengalese con tanto di manifesti elettorali in bengalese e inviti a votare il Partito Democratico «in nome di Allah».

Tra questi figurano Begum Sumiya nella municipalitĂ  di Marghera e Rita Miah al Consiglio comunale. Su questi esponenti, esistono vari dubbi sulle loro attivitĂ . Secondo Fabio RaschillĂ , giĂ  commissario di Fratelli d’Italia a Venezia e candidato alle Comunali, c’è un tema di trasparenza su alcuni dei candidati bengalesi con la formazione guidata da Elly Schlein. Nel caso di Begum Sumiya: «Sul sito della sua attivitĂ  di wedding planner, “Elegant Event in Venice”, compare una Partita Iva di fantasia (12345678901). Un numero inesistente per un’attivitĂ  che si promuove con foto e video sui social».

«Com’è possibile? – si chiede RaschillĂ  – Se un cittadino dovesse fatturare una prestazione a questo soggetto, come farebbe?». Dubbi di trasparenza che emergono anche nel caso di Rithu Miah la cui “RIC Solution Mestre”, scrive sempre RaschillĂ  «vanta decine di migliaia di follower e offre servizi delicatissimi: consulenza su immigrazione, pratiche CAF e documenti. Eppure, non esiste un sito aziendale, nĂ© una ragione sociale verificabile pubblicamente». Aspetti su cui è necessario fare chiarezza.

Non possono certo sorgere dubbi leggendo lo slogan della candidata Carmela Lombardi (italiana convertita all’islam), che si presenta ad Agrigento nella lista civica Agrigento Amore mio a supporto del sindaco Giuseppe Di Rosa con un manifesto elettorale scritto in italiano e arabo che recita: «Dio è uno solo: Allah per il musulmano, Dio per il cristiano ma sempre lo stesso unico creatore» con tanto di fotografia in hijab (il tradizionale velo islamico). Nella stessa lista figura anche l’imprenditore marocchino Adnane Khezar.

A Lecco invece saranno vari i candidati musulmani tra cui Hicham Bouraghba nella lista di Alleanza Verdi e Sinistra, il partito capitanato da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, una figura legata all’associazione «La Città» (Centro Islamico Culturale di via Promessi Sposi) che ha destato numerose polemiche in città.

Proprio il caso di Lecco, dove ci sono circa dieci candidati musulmani, è stata l’occasione per il fondatore di Mu.Ro 27, il partito «Musulmani per Roma», Francesco Tieri per indirizzare una lettera pubblica «ai candidati musulmani di Lecco» immaginando che, se nel 2027 si candidassero dieci musulmani in ognuno dei 2000 comuni al voto, ci sarebbero in tutta Italia ventimila candidati islamici. Il progetto di occupazione delle istituzioni italiane non solo è iniziato ma è già a buon punto.

https://www.ilgiornale.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *