di Francesca Galici – Picchiata perché non pregava Allah: la vittima è un’italiana di 40 anni residente a Trieste, vessata dal marito afghano che le aveva imposto la legge islamica di Maometto sia a lei che ai suoi figli. Al di là delle violenze, l’uomo come punizione l’aveva anche obbligata a sottoporsi a uno stupro di gruppo dopo un aborto spontaneo, che lo straniero avrebbe imputato alla volontà di Allah, perché, secondo lo straniero, la donna avrebbe desiderato altri uomini.
È una storia di violenze e di degrado estremo quella che arriva da Trieste. Gli investigatori hanno ricostruito il rapporto tra i due, evidenziando come l’afghano abbia nel tempo sviluppato un’ossessione nei confronti della donna, arrivando al punto di pretendere di leggere ogni suo messaggio e di controllare il portafoglio per verificarne le spese.
Nei confronti della donna c’erano insulti costanti, divieti stringenti per impedirle di frequentare contesti “impuriâ€, l’obbligo di adeguarsi al radicalismo islamico. E tutto questo era orientato all’intero contesto familiare, non solamente alla donna: anche i suoi figli erano vittime dell’afghano. Sono serviti mesi di indagine per avere in mano elementi solidi per strutturare un’accusa valida e ora l’uomo è stato condotto in carcere in regime di detenzione cautelare in attesa delle decisioni del giudice.
“Questo è l’ennesimo, gravissimo esempio di applicazione della Sharia in Italia e di tutta la violenza psicologica e fisica che la radicalizzazione comporta. La donna viene sottomessa, è un oggetto sessuale e, se non si conforma alla volontà islamica, viene punita e violata, in nome di Allahâ€, ha dichiarato Anna Cisint, europarlamentare della Lega.
“Questo episodio si aggiunge alle centinaia di storie che ogni giorno sentiamo e raccontiamo, e dimostra l’assoluta incompatibilità dell’interpretazione radicale dell’Islam — purtroppo sempre più diffusa — con il nostro sistema giuridicoâ€, ha aggiunto l’ex sindaco di Monfalcone, sottolineando che “non si tratta di fatti isolati, ma del frutto di un’ideologia, quella islamista, che si diffonde anche attraverso moschee abusive e per voce imam troppo spesso radicalizzatiâ€. Ora, ha aggiunto, “serve un argine a tutto questo: è necessario bloccare la diffusione del fanatismo islamico.

