In un’intervista pubblicata oggi su Repubblica, Crosetto ha descritto la sua grande preoccupazione per la guerra in Iran e alle sue possibili conseguenze. “Vivo questa guerra e le sue possibili conseguenze ventiquattr’ore al giorno. Sono costretto a sapere cose che non mi fanno più dormire. Per ciò che potrà accadere nelle prossime settimane, per gli effetti che avrà sull’economia e sulla nostra vita quotidiana”, afferma il ministro, spiegando di considerare il risultato referendario “una sconfitta della giustizia e di alcuni valori democratici”, più che del governo.
Crosetto respinge nettamente l’interpretazione secondo cui il risultato del referendu sarebbe stato influenzato dalla vicinanza di Meloni a Trump. “Questa storia della vicinanza a Trump, usata per delegittimare il governo, non so se sia più ridicola o più pretestuosa al limite dell’offesa”. “Trump è il presidente di una nazione, eletto a stragrande maggioranza, e fa la sua strada senza ascoltare nessuno, se non se stesso. Noi facciamo la nostra strada senza sudditanza”. Per il ministro, però, resta intoccabile il quadro strategico dell’Alleanza atlantica: “L’alleanza con gli Usa è garanzia di libertà e sicurezza per l’Italia e l’Ue”.
Nel ragionamento del ministro della Difesa, la relazione con Washington va separata dalla contingenza politica rappresentata da Trump. “Trump passerà , come tutti, ma l’Italia, l’Ue, l’Occidente e gli Usa devono rimanere alleati”, afferma, avvertendo che l’Europa senza gli Stati uniti resterebbe “il vaso di coccio del mondo” e che una reale deterrenza autonoma non sarebbe disponibile prima di “8-10 anni”.

