12 MAR – Gli esportatori statunitensi di gas naturale liquefatto (Gnl) potrebbero ottenere circa 870 milioni di dollari a settimana di ricavi aggiuntivi grazie alla guerra in Iran. Un eventuale ridimensionamento della presenza del Qatar nel mercato globale del Gnl, a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, aumenterebbe la quota di mercato statunitense.
Lo scrive il think tank italiano sul clima Ecco in un’analisi. L’Italia, sebbene sia il Paese all’interno dell’Ue ad importare maggiormente da Paesi del Golfo come il Qatar, non risulta troppo esposta a livello di volumi: il gas qatarino rappresenta circa il 24% del totale di import Gnl e l’8% sul consumo totale di gas, per un totale di 6,4 miliardi di metri cubi annui.
Per quanto riguarda il petrolio, Europa e Italia importano quantità minime di greggio iraniano, a causa delle sanzioni internazionali. L’Europa è dunque molto meno dipendente dal petrolio e dal Gnl del Golfo rispetto ad altri Paesi come la Cina (che acquista circa il 90% del petrolio iraniano e circa il 25% di Gnl da Qatar), India, Giappone o Corea del Sud. ANSA

