Falso allarme bomba in Tribunale: saltano udienze di convalida, scarcerate tre persone

tribunaler di Milano

Un allarme bomba ha paralizzato le attività del Tribunale di Milano nella mattinata di venerdì 6 marzo

L’allerta è scattata dopo quattro telefonate in Questura in cui veniva segnalata la presenza di un ordino al Palazzo di Giustizia. Sul posto sono giunti artificieri, cinofili e volanti della polizia e vigili del fuoco. L’edificio è stato evacuato e tutte le attività sono state sospese. Le operazioni di bonifica, dentro e fuori la struttura, sono durate sette ore, al termine delle quali non è stato trovato alcun oggetto sospetto. Il Palazzo è stato dunque riaperto.

Le telefonate

In Questura a Milano sono arrivate più telefonate, a ripetizione, nell’arco di circa mezz’ora, con cui una voce ha segnalato con insistenza la presenza di una bomba al Palazzo di Giustizia. Il procuratore Marcello Viola, la procuratrice generale Francesca Nanni, il presidente del Tribunale Fabio Roia e quello della Corte d’Appello Giuseppe Ondei hanno disposto subito l’evacuazione dei sette piani dell’edificio. Nessuna persona è potuta rientrare in tribunale fino al termine delle attività di bonifica. Alcune vie limitrofe sono state chiuse con dei nastri. Poi, l’esito negativo. Allo stato attuale, non risultano rivendicazioni.

Scarcerate tre persone “grazie” all’allarme bomba

Il falso allarme bomba ha “giovato” a tre persone, che sono state scarcerate per decorrenza dei termini. A causa dell’interruzione di ogni attività, non si sono tenute nemmeno le udienze di convalida per direttissima. Dunque, scadute le 48 ore dagli arresti, la liberazione dei tre è stata inevitabile. A quanto si è saputo, si tratta di indagati che erano stati arrestati per reati non gravi, da direttissima, e non si è potuto fare nulla se non liberarli, data la scadenza dei termini.
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