Rissa tra sudamericani con mazze chiodate e tentato omicidio, chieste 10 condanne

Torino, maxi rissa

Dieci condanne a pene fino a sei anni e quattro mesi di carcere. Le ha chieste oggi, 3 febbraio, il sostituto procuratore di Torino Paolo Scafi per alcuni degli imputati per le violenze in strada del 28 maggio 2025. Era stato un episodio crudissimo, ripreso anche da alcuni residenti tra via Bra e corso Giulio Cesare, che hanno scosso l’opinione pubblica e creato allarme e preoccupazione.

Le richieste di condanna

La sentenza del giudice è attesa per marzo. La pena più alta è stata richiesta per un uomo accusato sia di rissa sia di tentato omicidio, con alcuni precedenti penali. Per altre due persone a cui vengono contestati gli stessi reati, l’accusa ha chiesto cinque anni di carcere. Infine, sono stati chiesti due anni e otto mesi di reclusione per sette imputati accusati solo di rissa. Le pene sono già ridotte di un terzo, per la scelta del rito abbreviato, che esclude il dibattimento.

Altri tre indagati stanno cercando di risolvere i guai giudiziari con la messa alla prova e lavori di pubblica utilitĂ . Una donna che guidava una macchina usata negli scontri ha scelto il rito ordinario.

Difendono gli imputati gli avvocati Denise Sasso, Andrea Giovetti, Roberto Doriguzzi e Francesco Crimi.

Coltelli e mazze chiodate

Era tardo pomeriggio quando, nel cuore del quartiere Aurora (periferia nord di Torino), due gruppi hanno iniziato a colpirsi violentemente. Tenevano in mano bastoni, mazze, probabilmente anche qualche coltello. Alcuni, a bordo di un’auto, avevano premuto sull’acceleratore per inseguire e cercare di investire alcune persone presenti in strada.

Le indagini hanno documentato che quella scena violenta era un regolamento di conti tra bande rivali di persone sudamericane, per il controllo del territorio e forse il furto di un telefonino. Gli inquirenti hanno individuato i partecipanti e, per alcuni di loro, le prime misure restrittive sono scattate dopo pochi giorni. Solo in un secondo momento, la Procura di Torino ha contestato anche il reato di tentato omicidio e il giudice ha stabilito la detenzione in carcere per quattro persone, di cui tre scarcerate dopo poche settimane.

In tribunale

Alcuni imputati hanno partecipato all’udienza con le loro famiglie. Al palazzo di giustizia, sono arrivati anche alcuni bambini e ragazzi, al fianco dei familiari. Nelle loro discussioni, gli avvocati difensori hanno anche definito “spropositate” le richieste di pena avanzate dalla procura. “La pena base per il reato di rissa, se detentiva, è di sei mesi. I nostri assistiti hanno sempre tenuto un buon comportamento processuale”.

Al termine della rissa, i soccorritori avevano portato in ospedale quattro persone, tutte ferite in modo serio ma non in pericolo di vita. Adesso sono in corso anche alcune trattative per valutare eventuali risarcimenti.
www.torinotoday.it

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