Molesta una 12enne, bengalese fermato e subito rilasciato

carabinieri arresto

La vicenda sarebbe rimasta inedita se una “mamma coraggio” non avesse descritto attraverso le pagine social un incubo che suo malgrado ha vissuto sua figlia, una bambina di 12 anni di Vigonza

Da quanto è stato ricostruito l’11 dicembre la giovane al termine delle lezioni stava tornando a casa in autobus quando è stata avvicinata da uno sconosciuto in sella ad una bicicletta elettrica. L’uomo, identifichato poi in un bengalese di 30 anni, ha iniziato ad ammiccare, le ha chiesto il numero di telefono e per conquistarne la fiducia le ha regalato delle caramelle ed un profumo. La bambina, mostrando grande luciditĂ  anche in un momento comunque delicato, le ha fornito non il suo numero, ma quello di suo papĂ . Proprio questo dettaglio ha rappresentato la svolta nelle indagini.

Il giorno dopo infatti la piccola uscendo da scuola ha notato quell’uomo che il giorno prima l’aveva toccata e le aveva fatto i regali. Spaventata, ha subito chiamato la mamma per dire che si sarebbe nascosta per evitare l’incontro. Ansioso di avere un secondo incontro il “bruto” ha iniziato a mandarle messaggi. Il piĂą inquietante è stato di non dire mai a nessuno della loro amicizia. Il padre della bambina, che non appena appreso dell’emergenza ha deciso di prendersi un giorno di permesso per capire nel dettaglio la criticitĂ , ha subito ricevuto i messaggi dello sconosciuto e ha deciso di dargli un appuntamento.

Il trentenne convinto di trovarsi di fronte ad una bambina indifesa, invece, si è trovato di fronte a suo papĂ  e ad un amico che gli ha dato supporto. Hanno bloccato lo sconosciuto e chiamato il 112. Sul luogo dell’emergenza alle porte di Padova sono arrivati i carabinieri della stazione di Noventa che hanno prelevato il trentenne e l’hanno accompagnato in caserma. Al termine degli atti lo straniero è stato denunciato per atti persecutori e rimesso in libertĂ .

L’incubo della famiglia non è ancora finito e la paura che quello sconosciuto possa tornare ad insidiare la figlia è concreto. Ecco perchè attraverso le pagine social la mamma della dodicenne confida nella giustizia al fine di rendere inoffensivi tutti coloro che tentano con l’inganno di circuire fragili minorenni. La situazione, è giusto sottolinearlo, è sotto la lente d’ingrandimento dei carabinieri che giĂ  stanno indagando su recenti episodi avvenuti a Selvazzano e Noventa Padovana.
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