La scuola italiana si prepara a una svolta digitale storica
di Roberto Zonca – Con il decreto-legge Semplificazioni recentemente approvato, l’accesso al registro elettronico scolastico cambia profondamente. Fino ad oggi, studenti e genitori entravano nel sistema con semplici username e password fornite dalle scuole. Presto, invece, tutti gli utenti dovranno utilizzare identità digitali certificate, come SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o Carta d’Identità Elettronica (CIE), per controllare voti, assenze, comunicazioni ufficiali, compiti e altro ancora.
Questa trasformazione è parte di un più ampio disegno di digitalizzazione della pubblica amministrazione, che punta a rendere sicuri e univoci tutti i canali di accesso ai servizi. La normativa aggiorna le regole pensate oltre un decennio fa, quando i registri online entrarono massicciamente nelle scuole italiane. Allora l’obiettivo era snellire la burocrazia, oggi la priorità è garantire un’autenticazione forte e la protezione dei dati personali in un ambiente sempre più digitale.
L’introduzione obbligatoria di SPID o CIE nel registro elettronico segna l’addio alla “pacchia” delle semplici password (spesso deboli) e alla condivise tra utenti. I rischi di furto di credenziali, e potenziali accessi non autorizzati, saranno così drasticamente ridotti.
Accesso digitale: cosa cambia per studenti e genitori
La novità più importante riguarda gli studenti delle scuole medie. Secondo la nuova norma, l’accesso al registro elettronico nel primo ciclo di istruzione sarà riservato esclusivamente ai genitori o a chi esercita la responsabilità genitoriale tramite SPID o CIE. Fino ad ora, molti ragazzi delle medie avevano credenziali proprie e potevano vedere i voti, le assenze e le comunicazioni scolastiche in autonomia. Da qui in avanti non sarà più possibile: solo gli adulti con identità digitale potranno consultare questi dati.
Nelle scuole superiori, invece, gli studenti continueranno a poter accedere al registro in autonomia, ma solo con SPID o CIE attivi. Questo porta all’eliminazione graduale delle vecchie password scolastiche, sostituite da strumenti ufficiali di identificazione digitale riconosciuti dallo Stato.
La ratio della norma è duplice: aumentare la sicurezza informatica e tutelare i minori dall’accesso non mediato a informazioni complesse sulla loro carriera scolastica. Allo stesso tempo, alcuni critici sottolineano un potenziale allargamento del divario digitale tra le famiglie che già hanno SPID o CIE e chi invece deve ancora attivarli.
Tempistiche e fase transitoria dell’introduzione SPID/CIE
Il passaggio alle nuove regole avverrà attraverso una fase transitoria concordata con scuole e gestori dei sistemi di registro elettronico. Le varie piattaforme dovranno comunicare alle famiglie quando le vecchie credenziali saranno disattivate e come effettuare correttamente l’accesso tramite SPID o CIE. Alcune circolari scolastiche locali, già pubblicate nelle istituzioni, specificano che il passaggio definitivo potrebbe essere accompagnato da periodi di affiancamento alle nuove procedure, per agevolare l’adozione e ridurre disagi.
Va comunque detto che non tutte le scuole hanno ricevuto una data ufficiale di decorrenza per lo stop definitivo delle vecchie credenziali. È quindi fondamentale che le famiglie attivino SPID o CIE per tempo, senza aspettare l’ultimo minuto.
SPID e CIE: come ottenerli e differenze pratiche
Per chi non ha ancora SPID, la procedura di attivazione richiede alcuni passaggi: servono documenti di identità validi, la tessera sanitaria con codice fiscale, un’email e un numero di cellulare. Si sceglie uno dei gestori di identità digitale accreditati e si completa la procedura di riconoscimento personale, che può avvenire online o di persona (es. tramite webcam o sportelli autorizzati).
La Carta d’Identità Elettronica (CIE) è invece un documento rilasciato dal Comune di residenza e integra funzionalità digitali per l’accesso ai servizi online. Anche la CIE può essere usata al posto di SPID per entrare nel registro elettronico, ma richiede di conoscere e conservare il PIN associato al documento.
Va ricordato che, pur essendo prevista l’opzione SPID o CIE, alcune identità digitali offerte da provider terzi possono comportare costi di gestione annuali; è quindi importante informarsi bene sui costi e le condizioni.
Opinioni, reazioni e prospettive future
La rivoluzione digitale del registro elettronico non è stata tuttavia accolta con entusiasmo dalle famiglie. Benché l’obbligo di SPID/CIE sia un passo avanti verso una scuola più sicura e moderna, le difficoltà di attivazione del servizio non è sempre semplice. Resta però chiaro che il percorso di digitalizzazione è irreversibile: la scuola italiana si allinea così ad altri settori della pubblica amministrazione, dove SPID e CIE sono già requisiti standard per l’accesso a servizi fondamentali.
https://notizie.tiscali.it

