Perché i ricchi finanziano il mondo della cultura che li dipinge da potenti schiavisti?

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Il sistema liberista è una ragnatela di interrelazioni tra ricchi e poveri, istruiti e ignoranti, schiavi e schiavisti che si schiavizzano reciprocamente

di Franco Luceri – È così universale la convinzione che l’umanità schiavizzata dai potenti della politica, mercato e finanza, viva nella stessa condizione dell’agnello all’ingresso del mattatoio, che io come un emerito cretino ho impiegato 40 anni prima di capire a chi giova falsificare la realtà fino a capovolgerla.
Sarà pure un mio limite, ma non ho mai trovato un intellettuale abbastanza “matto” da porsi queste domande:

–  Perché i padroni, sfruttatori famelici, accumulatori di ricchezza e potere, dovrebbero dissanguarsi per finanziare la scuola e la stampa, istruire e informare un intero popolo, e poi farsi odiare e chiamare “negrieri e tiranni” da chi ha beneficiato dell’istruzione?

–  Perché i più grandi industriali del mondo dovrebbero fare carte false per comprarsi i giornali più venduti e farsi chiamare dai giornalisti che hanno alle loro dipendenze: sfruttatori, corruttori, evasori, elusori, truffatori, avvelenatori, ladri e guerrafondai Intoccabili?

–  E perché i Banchieri sono sempre pronti a finanziare le università o salvare i giornali in difficoltà, se non c’è giornale, giornalista e direttore che non diffonda “urbi et orbi” l’inossidabile convinzione che banchiere è sinonimo di strozzino? E che la finanza mondiale ha in pugno persino la politica di qualunque stato?

–  Perché tutti questi poveracci attaccati come piovre a l’accumulazione di denaro, proprietà e potere si dissanguano per mascherarsi a prescindere da intoccabili schiavisti? Semplice.
Perché se lasciassero ai poveri e agli ignoranti la libertà di capire da soli, che gli sfruttati sono più potenti degli sfruttatori, (senza di loro sparirebbe produzione e consumo) si offrirebbero in pasto a 7 miliardi di umani, che in ogni angolo del pianeta, per sfruttamento, povertà, malattia, ingiustizia e guerra sono alla canna del gas.

I ricchi sono talmente odiati dai poveri, che se mai i poveri si convincessero di essere loro i veri potenziali schiavizzatori nel sistema economico globalizzato, per i ricchi sarebbe la fine.
Sembra proprio che non sia igienico convincere la povera umanità lavoratrice affamata, che in veste di consumatrice è in grado di mettere i padroni schiavisti sulla graticola della bancarotta, producendo e consumando meno di quanto serva ai ricchi per conservare e consolidare ricchezza e potere universalmente considerato tirannico.
Mettendo a dieta il PIL mondiale, (cioè produzione e consumi) che secondo i Paperoni dovrebbe raggiungere la rispettabile vetta di 124 trilioni di dollari per il 2026, gli schiavi diventerebbero schiavizzatori.

I grandi falsificatori della cultura, intellettuali e professionisti, dipingono i poveri e gli ignoranti, puntualmente schiavizzati dai potenti. Invece nei sistemi liberisti il potere lo ha pure lo scemo del villaggio che non produce, ma consuma servizi pubblici gratuiti.

Mentre commercianti, industriali e banchieri sono schiavizzatori che rischiano di finire schiavizzati perché dipendono tutti dalla produttività e dai consumi dei lavoratori contribuenti.
Insomma il sistema liberista è una ragnatela di interrelazioni tra ricchi e poveri, istruiti e ignoranti, schiavi e schiavisti che si schiavizzano reciprocamente, perché sono e restano interdipendenti. Gli autonomi in senso assoluto sono un’invenzione del mondo falsificatore della cultura.

In altre parole, la globalizzazione è tirannide reciproca, camuffata da democrazia, per impedire che i sette miliardi di lavoratori poveri capiscano che sono schiavizzati ma anche potenziali schiavizzatori.
Mentre dovremmo essere tutti consapevoli: ricchi e poveri, potenti e impotenti, che abbiamo i piedi nella stessa barca bucata, e che la competizione e la guerra la mettono in ogni istante a rischio affondamento.

Franco Luceri

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