“Furti, minacce, escrementi, spaccio. Non ne possiamo più, abbiamo finito la pazienza e lo spirito di sopportazione”
Fermo, 5 luglio 2026 – Fabio Castori per www.ilrestodelcarlino.it – Residenti sul piede di guerra a Lido Tre Archi per il campo nomadi che si è insediato nella piazza principale del quartiere, portando scompiglio e disagi ad un quartiere che ha già diverse problematiche legate alla sicurezza e alla convivenza delle varie etnie. “La premessa – spiega uno dei residenti – è che non siamo né razzisti né xenofobi. Rifiutiamo qualsiasi tipo di etichetta e vogliamo soltanto che il Comune si occupi delle nostre problematiche. Non ce l’abbiamo con l’insediamento del campo nomadi in quanto rom, ma perché si comportano in modo incivile e la loro presenza mette rischio la nostra incolumità”.
In effetti Lido Tre Archi rappresenta il quartiere più multietnico di tutte le Marche e molti dei residenti hanno mogli o mariti stranieri: a parte qualche clan di nordafricani, c’è perfetta integrazione. Il nodo è nella gestione del campo nomadi, o meglio dei campi nomadi, visto che nel quartiere costiero ce ne sono tre: “Urinano e defecano, dove capita, spesso anche nella piazza principale. Si mettono dietro un cespuglio e fanno i loro bisogni. E’ inconcepibile”. Dai racconti dei residenti emerge che i camper dove alloggiano non sono sufficienti per accogliere tutti i rom e, a volte, devono accontentarsi di alloggi o dormitori di fortuna: “Spesso i più giovani ce li ritroviamo negli androni dei palazzi e nei corridoi, dove fanno anche i loro bisogni. Se provi a rimproverarli ti minacciano di morte o addirittura tirano fuori i coltelli. Qui perlopiù siamo anziani e persone fragili, non siamo in grado di difenderci da soli e c’è bisogno che il Comune lo faccia per noi, sgomberando i campi nomadi”.
C’è chi solleva anche il problema di una sorta di complicità con la microcriminalità locale: “li abbiamo visti confabulare con chi gestisce lo spaccio di droga e più di una volta scambiarsi qualcosa. Per non parlare dei furti in aumento, soprattutto in spiaggia”.
I residenti puntano poi il dito contro l’assessore alla sicurezza e la polizia municipale responsabili, a loro avviso, della situazione di degrado: “Abbiamo inviato tre lettere via pec al vicesindaco, che per alcuni mesi è stato sindaco e che è anche assessore alla sicurezza e alla polizia municipale, ma non abbiamo mai ricevuto risposta, né si è mai degnato di venire a parlarci. Praticamente ci ignora e evidentemente non considera questa problematica degna di considerazione. Però quando si è trattato di venire a chiedere voti si è fatto vedere, eccome”.
Un’anziana è disperata perché telefona alla polizia municipale ma viene ignorata: “Non mi rispondono più, forse riconoscono il numero. Non so più che pensare. Polizia di Stato e carabinieri passano spesso ma mi hanno detto che loro possono solo effettuare controlli e l’eventuale sgombero del campo nomadi spetta al Comune, l’onere è della polizia municipale”. In poche parole i residenti si sentono abbandonati e percepiscono una sorta di menefreghismo, come se non ci fosse la volontà di risolvere il problema.

