«Ora basta». Derubato del portafoglio per due volte nel quartiere Piave. Esasperato, arrabbiato, solo, si è messo un punteruolo in tasca
Quando stava per succedere di nuovo, alcuni giorni fa, lo aveva detto e lo ha fatto. Con le borse delle spese portate a mano, a piedi, sotto il caldo infernale e per di più con una moglie da accudire, a novant’anni un residente del quartiere più discusso di Mestre, ha deciso di “proteggersi” da solo. E l’ha fatto.
Appena un balordo si è avvicinato, per la terza volta in due mesi, e l’anziano lo ha visto pronto ad attaccarlo per derubarlo, al culmine del risentimento ha tirato fuori quella specie di cacciavite che aveva deciso di portare con sé e ha inferto un colpo allo straniero che gli si era avvicinato allontanandolo immediatamente, mettendolo in fuga, probabilmente con una ferita inferta da qualche parte sul suo corpo.
Non è una leggenda e neppure il racconto di un incubo. Quanto confidato dall’anziano è accaduto realmente in quei pochi metri che separano la sua abitazione dal supermercato, a due passi dalla stazione ferroviaria di Mestre, e forse non verrà denunciato mai né dalla vittima, tanto meno dall’aggressore. «Denunciare mi avrebbe protetto?», si è chiesto l’uomo mentre l’esasperazione del suo gesto e di una giustizia “fai da te” da “fuorilegge” si accompagna in questi giorni in via Piave ad altri episodi che preoccupano chi ci vive e quanti lavorano e hanno attività nella zona. […]

