In una delle città italiane dove il costo della casa pesa sempre di più sui bilanci di studenti e lavoratori, arriva un incentivo economico per convincere i giovani a costruire il proprio futuro sotto le Due Torri. Bologna prova infatti a contrastare la fuga dei talenti con un progetto che mette insieme Camera di commercio e sistema bancario locale, offrendo fino a 10mila euro ai neolaureati e ai diplomati degli Istituti tecnici superiori che scelgono di lavorare nel territorio.
Com’è strutturato il sussidio e quali sono gli obiettivi
L’iniziativa, definita dai promotori “unica nel panorama italiano”, nasce con un obiettivo preciso: trattenere in città le competenze formate dall’Università di Bologna e dagli ITS dell’Emilia-Romagna, evitando che il caro-affitti e il costo della vita spingano i giovani verso altre destinazioni.
Il sostegno economico sarà composto da due strumenti: un contributo a fondo perduto di 3mila euro finanziato dalla Camera di commercio e un prestito agevolato di 7mila euro concesso dalle banche aderenti, senza interessi, senza garanzie e da restituire in cinque anni. Complessivamente è stato stanziato un milione di euro, con l’obiettivo di sostenere circa 333 giovani.
Potranno accedere alla misura i neolaureati dell’Alma Mater e i diplomati ITS che abbiano conseguito il titolo da non oltre sei mesi e siano stati assunti da un’impresa bolognese con contratto a tempo indeterminato o determinato di almeno dodici mesi tra il 1° marzo e il 16 ottobre 2026. A parità di requisiti, le donne avranno priorità nell’assegnazione del contributo.
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