Queste avanguardie futuriste saranno caratterizzate da una bellissima canzone di Lucio Dalla: Futura”, annunciava Roberto Vannacci durante l’assemblea costituente del suo partito, Futuro Nazionale, introducendo il brano del cantautore bolognese. La canzone risuona in sala, tra le bandiere sventolanti del nuovo partito. Il giorno dopo, proprio la Fondazione Lucio Dalla frena gli entusiasmi: non c’è nessun diritto a riprodurre il brano senza autorizzazione.
La reazione della Fondazione Lucio Dalla
Al termine dell’intervento, Vannacci aveva illustrato anche le attività culturali, musicali e sportive affidate alle cosiddette “avanguardie futuriste”. In molti hanno dunque definito “Futura” l’inno o la colonna sonora della neonata formazione politica.
La reazione della Fondazione Lucio Dalla è arrivata il giorno successivo. “Nessuna comunicazione è mai arrivata e, quindi, concessa al partito Futuro Nazionale”, ha dichiarato l’ente, precisando che nessuna richiesta o liberatoria è stata rilasciata neppure dagli altri titolari dei diritti.
La Fondazione, costituita a Bologna nel 2014, ha inoltre rivendicato il carattere “apolitico e apartitico” dell’attività e della creatività di Dalla, respingendo “qualunque accostamento” delle sue opere a iniziative promosse da partiti, movimenti o rappresentanti politici. Da qui la diffida contro ogni utilizzo ritenuto indebito e la riserva di promuovere azioni a tutela del patrimonio artistico e della memoria del cantautore insieme agli altri aventi diritto, tra i quali vengono espressamente indicati l’editore musicale e la casa discografica Sony Music.
“Il Maestro Lucio Dalla ha sempre improntato la sua attività e creatività in maniera apolitica e apartitica. Pertanto, si rigetta qualunque accostamento delle opere del Maestro Lucio Dalla ad iniziative di qualsiasi natura politica o promossa in ambito politico e amministrativo”. […]

