Una paziente di 69 anni in cure palliative è stata violentata da un marocchino di 25 anni, già noto per numerosi reati contro l’ordine pubblico e atti di violenza
Ibiza, Spagna – L’ospedale pubblico Can Misses di Ibiza ha rafforzato i suoi protocolli di sicurezza dopo l’aggressione sessuale subita da una paziente di 69 anni malata terminale di cancro, presumibilmente per mano di un immigrato marocchino di 25 anni che è riuscito a entrare nel complesso ospedaliero nelle prime ore del 14 maggio.
Secondo le indagini, l’aggressore è riuscito a forzare diverse porte per raggiungere la stanza della donna, dove l’avrebbe minacciata di morte. La paziente è riuscita a premere il pulsante di emergenza mentre l’uomo la teneva per il collo e la minacciava di tagliarle la gola se avesse chiesto aiuto.
Quando è scattato l’allarme, il sospetto è fuggito dall’edificio sfondando un’altra porta, ma è stato rintracciato e arrestato dalla polizia pochi giorni dopo. È stato quindi ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale. Secondo El Debate, il detenuto è stato espulso dall’isola per ordine del tribunale. Prima della presunta aggressione sessuale a Can Misses, il giovane aveva già precedenti di violenza e gravi episodi a Ibiza, dove aveva destato preoccupazione tra residenti e commercianti. La sua fedina penale includeva insulti, minacce ai dipendenti, danni ad attività commerciali e atti di vandalismo contro veicoli e arredi urbani. In uno dei suoi episodi più recenti, filmato dai vicini, è stato visto ribaltare delle motociclette e causare danni in strada.
La polizia aveva già stabilito un collegamento tra il suo comportamento e un clima di tensione sociale nel quartiere. Tuttavia, l’escalation è culminata nell’episodio più grave: la sua intrusione nell’ospedale e l’aggressione a una paziente vulnerabile. L’ospedale di Can Misses sta ora lavorando per porre rimedio alle falle di sicurezza emerse quella notte e impedire che una simile tragedia si ripeta.

