Adescò una tredicenne, medico radiato

ordine dei medici 3

L’ex medico 44enne e altre due persone si erano spacciati per coetanei della vittima, agganciando la 13enne online

Matteo Rodogna per www.ilrestodelcarlino.it – Ferrara, 10 giugno 2026 – Radiato definitivamente dall’ordine dei medici il 44enne ferrarese condannato in primo grado – con rito abbreviato – a cinque anni di carcere per violenza sessuale pluriaggravata ai danni di una 13enne della provincia di Viterbo per aver adescato, ricattato e costretto la minore, insieme ad altri tre uomini, anche loro condannati, a inviare foto e video a sfondo sessuale.

A comunicare il provvedimento lo stesso ordine: “La radiazione definitiva conclude il procedimento di competenza ordinistica avviato a seguito della vicenda giudiziaria che aveva suscitato profondo sconcerto nell’opinione pubblica e all’interno della stessa comunità medica. Già nel marzo scorso – prosegue la nota dell’ordine – avevamo espresso una ferma presa di posizione di fronte a fatti definiti di straordinaria gravità e radicalmente incompatibili con i principi etici e deontologici che regolano l’esercizio della professione medica. Il 6 maggio scorso era stata trasmessa via pec la sanzione disciplinare della radiazione dall’albo al diretto interessato che non ha presentato ricorso. Di conseguenza, trascorsi i trenta giorni previsti, la stessa sanzione è diventata esecutiva”.

Così il presidente dell’Ordine dei Medici di Ferrara, Bruno Di Lascio: “La radiazione rappresenta un atto dovuto e necessario di fronte a comportamenti che tradiscono in modo irreparabile i valori fondamentali della professione medica”,

E ancora: “Il medico esercita una professione che si fonda sulla fiducia – sottolinea Di Lascio –, sul rispetto della persona e sulla tutela dei soggetti più fragili. Condotte di questa natura sono incompatibili con il mantenimento dell’iscrizione all’Albo e ledono profondamente l’immagine di una categoria composta quotidianamente da professionisti che operano con serietà, competenza e senso di responsabilità”.

Di Lascio ribadisce “la nostra vicinanza alla vittima e alla sua famiglia”, E torna sul grave reato commesso dall’ex medico 44 enne: “La tutela dei minori – rileva Di Lascio – costituisce un principio assoluto e non negoziabile. L’Ordine ha il dovere di intervenire con fermezza ogniqualvolta vengano accertati comportamenti che violano in maniera così grave la dignità della persona e i principi deontologici che regolano la professione”.

Ma veniamo ai fatti. Secondo l’accusa, l’ex medico 44enne e altre due persone si erano spacciati per coetanei della giovane vittima, agganciando la 13enne online tramite la piattaforma di videogiochi Roblox. Poi, dopo i primi contatti, l’avrebbero spinta a spostare la conversazione su app di incontri online tra cui Connected e Boo. Qui, raccomandandole di mantenere il segreto con i propri genitori, la 13enne sarebbe stata costretta a rapporti sessuali in video-chat, anche in orario notturno, che finivano solamente una volta soddisfatte le parafilie dell’adulto di turno che, in qualche occasione, avrebbe anche chiesto il coinvolgimento dei fratellini più piccoli della giovane.

Le richieste, secondo l’accusa sostenuta dalla pm Vittoria Bonfanti della Procura di Viterbo, sarebbero state accompagnate da pesanti minacce e ricatti. Gli imputati avrebbero, infatti, intimato all’adolescente di continuare a inviare materiale, minacciando in caso contrario di rivelare tutto alla famiglia e persino di andare a prenderla sotto casa.

A far partire le indagini è stata la denuncia della madre della ragazzina che, dopo aver notato strani comportamenti nella figlia, ha chiesto aiuto ai carabinieri che, dopo gli accertamenti, sono riusciti a smantellare una rete di cui facevano parte, oltre al medico, anche un 23enne di Torino, un 26enne di Rignano Flaminio, un 33enne di Napoli.

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