Fine di un incubo a Treviso dove il Questore Alessandra Simone ha disposto l’espulsione del 27enne responsabile dell’aggressione alla mensa della Caritas e del raid contro le auto in sosta a Monigo
Nella mattinata del 5 giugno, dopo il rifiuto del permesso di soggiorno per pericolosità sociale, il 27enne è stato scortato alla frontiera dai poliziotti dell’Ufficio Immigrazione che hanno messo il giovane su un volo di sola andata per il Camerun, suo paese d’origine. La fedina penale del 27enne era diventata a dir poco preoccupante: oltre ad una denuncia per violenza sessuale del 2024 ed un arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale del 2025, per fatti avvenuti fuori Regione, il ventisettenne è ritenuto anche il presunto responsabile del raid vandalico, con l’incendio di un’autovettura e il danneggiamento di un’altra ventina di autovetture, avvenuto nel quartiere di Monigo la notte tra il 27 e il 28 aprile.
Lo scorso 11 maggio, infine, il 27enne aveva aggredito e sfregiato con un coltello un operatore della mensa Caritas di servizio, costringendo la Diocesi a sospendere il servizio per una settimana salvo poi riprenderlo solo in forma d’asporto.
«L’espulsione di oggi – conclude il Questore di Treviso, Alessandra Simone – si inserisce nell’impegno costante della polizia di Stato per allontanare dall’Italia cittadini pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica, a tutela dei cittadini. Non possiamo più tollerare la permanenza in Italia di stranieri che si rendono responsabili di fatti così gravi che mettono in pericolo la sicurezza della collettività e destano forte allarme sociale».
«Abbiamo appreso che chi ha aggredito il nostro operatore presso la mensa della Caritas l’11 maggio è stato rimpatriato. Da un lato ciò contribuisce ad allentare la tensione di queste settimane, dall’altro rimane il rammarico di non essere riusciti, nei suoi confronti, in un accompagnamento che purtroppo si era fatto impossibile» ha dichiara don Bruno Baratto, direttore della Caritas diocesana di Treviso
«Ringraziamo tutti coloro che si sono attivati in questa situazione, tra cui Prefettura e forze dell’ordine – aggiunge -. L’apertura graduale dei servizi presso la Casa della Carità prosegue: docce e lavanderia sono attive, l’accoglienza notturna non è mai stata sospesa. Ci stiamo impegnando al meglio delle nostre possibilità, nel valutare i provvedimenti necessari per riuscire nuovamente ad offrire uno spazio custodito e accogliente non solo per un pasto, ma anche per relazioni che accompagnano la vita, tutelando allo stesso tempo con responsabilità l’incolumità di operatori, volontari e degli stessi ospiti. Il mandato di Caritas rimane sempre lo stesso: prendersi cura di chi ne ha più bisogno, ben consapevoli dei nostri limiti e di nuove esigenze di tutela, stimolando comunità cristiana e società civile all’impegno necessario per il bene comune di tutti».

