Ancora una chiesa profanata a Roma, al Corviale. L’olio santo rovesciato a terra, la tovaglia dell’altare imbrattata con un pennarello, feci sul pavimento del bagno e un’immagine sacra della Madonna danneggiata. Dopo le feci lanciate a settembre scorso contro gli affreschi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e quelle trovate sull’altare della parrocchia San Nicola di Bari a Ostia, due mesi più tardi, ancora un atto vandalico.
Chiesa profanata a Roma
I fatti sono accaduti nel pomeriggio di mercoledì 27 maggio. In quattro si sono intrufolati nella parrocchia San Paolo della Croce, in via Poggio Verde, nel municipio Arvalia, per mettere a segno un piano ‘rovinato’ dall’irruzione del viceparroco, allertato dai rumori, che ha poi composto il 112.
Indaga la polizia
Sul posto, impegnati nelle indagini, gli agenti della polizia scientifica e del commissariato San Paolo. Per consentire i rilievi, la chiesa è stata chiusa.
Chiede di guardare al disagio giovanile il vescovo ausiliare di Roma Stefano Sparapani, intervenuto in merito a quanto accaduto presso la parrocchia di San Paolo della Croce, di via Poggio Verde, nella periferia occidentale di Roma.
Espressione del disagio giovanile
“Quanto avvenuto è un’evidente espressione del disagio giovanile che purtroppo interessa il Serpentone di Corviale – ha dichiarato il presule, invitando a non fermarsi allo scandalo del gesto in sé, ma a coglierne le cause più profonde -. Dietro la profanazione di uno spazio sacro – ha sottolineato – si celano storie di giovani che crescono in un contesto difficile, segnato da decenni di degrado urbano e mancanza di prospettive. “La parrocchia, proprio perché colpita, rimane forse il luogo più adatto per trasformare questo episodio in un’occasione di dialogo e di recupero”.

