“L’attentatore di Modena è figlio di immigrati marocchini, nato a Bergamo, cittadino italiano, laureato”
Lo scrive su X il ministro Matteo Piantedosi. “È un soggetto a cui è stato diagnosticato un disturbo schizoide della personalità (ma ha ottenuto la patente di guida, ndr) e questo rende più complesso inquadrare la vicenda. Ha manifestato rancore e insoddisfazione per la propria condizione lavorativa e sociale. In una email indirizzata alla sua università ha proferito frasi contro i “bastardi cristiani” e altre espressioni blasfeme, salvo poi chiedere scusa. Potrebbe essere stato animato da un odio connesso al risentimento per aver ritenuto di aver subito discriminazioni.
Allo stato degli atti, non ha dato segnali di radicalizzazione islamista strutturata, non risultando appartenente a reti di propaganda fondamentalista. Dalle perquisizioni e dalle analisi dei telefoni, al momento, non emergerebbero elementi riconducibili al profilo classico del terrorista che pianifica azioni violente. Ma l’esatto inquadramento lo avremo quando gli inquirenti completeranno i loro lavoro e, in ogni caso, tutto questo non può portare a liquidare l’attacco come il gesto di un folle isolato.
Parliamo comunque di un’aggressione deliberata contro civili inermi, di una gravità assoluta, che pone interrogativi profondi sul disagio sociale, sull’integrazione e sui percorsi identitari di alcune seconde generazioni. Sarebbe un errore archiviare tutto con una spiegazione semplicistica o rassicurante.”
L’attentatore di Modena è figlio di immigrati marocchini, nato a Bergamo, cittadino italiano, laureato.
È un soggetto a cui è stato diagnosticato un disturbo schizoide della personalità e questo rende più complesso inquadrare la vicenda. Ha manifestato rancore e insoddisfazione… pic.twitter.com/8cpTirL9jw
— Matteo Piantedosi (@Piantedosim) May 18, 2026

