Con l’auto, di notte, guidava per le vie della zona industriale di Valeggio a bassa velocità . Atteggiamento che ha insospettivo i carabinieri. il conducente, mostrandosi apparentemente collaborativo, ha cercato di giustificare la propria presenza spiegando di aver appena terminato il turno di lavoro in un’azienda lì vicino. A tradirlo però sono stati alcuni scatoloni adagiati sui sedili posteriori, dai cui sporgevano componenti metalliche e materiali di vario genere.
Interrogato sulla natura di quel carico, l’uomo ha provato a minimizzare, sostenendo si trattasse di materiale di scarto che la ditta gli aveva permesso di prelevare per uso privato; la spiegazione, tuttavia, è apparsa subito poco chiara: l’esitazione nel rispondere e la contraddittorietà dei dettagli forniti non hanno convinto i militari, che hanno deciso di accompagnare il soggetto in caserma per i necessari approfondimenti.
La situazione si è chiarita definitivamente una volta convocato anche il titolare dell’azienda; quest’ultimo, dopo aver visionato la merce, ha confermato i sospetti dei militari: non si trattava affatto di scarti, bensì di materiali, ben 48kg di raccordi in ottone e 20kg di tubi in rame dal valore complessivo di oltre mille euro, che il dipendente — addetto al magazzino — non era assolutamente autorizzato ad asportare.
La dichiarazione dell’amministratore dell’azienda non ha lasciato spazio a dubbi: informata la Procura della Repubblica di Verona, il dipendente, un 45enne paraguaiano residente nel veronese, è stato dichiarato in arresto perché gravemente indiziato del reato di “furto aggravato” e trattenuto in regime di arresti domiciliari.

