MALASANITA’ AL GEMELLI?

Policlinico Universitario Agostino Gemelli

Riceviamo e pubblichiamo

Direttore, Ti inoltro in allegato tutti i documenti e denunce giĂ  inoltrate SENZA CHE A TUTT’OGGI NESSUNO SI SIA MOSSO E LUI STA MORENDO.
GRAZIE Virginia Cerullo

Ti riporto l’antefatto della mia procura speciale.

Il sottoscritto Sig. Francesco Carbone, paziente con fratture gravemente scomposte al femore destro, fratture scomposte alla mano e polso destro già saldate e mai trattate, ricoverato alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, U.O. Reparto Ortopedia e Traumatologia piano 7 ala N stanza n. 42, dopo 5gg di “stazionamento al Pronto Soccorso su barella, senza alcun controllo dei parametri vitali o altro, e messo in trazione dell’arto dopo 48 ore, ove è stato tradotto in data 30/03/2026 in codice ROSSO con elisoccorso a seguito di caduta, poi declassato a codice blu e tolto il monitoraggio pur avendo costantemente una pressione arteriosa di 170-190/110-130 senza alcun controllo enzimatico o somministrazione di farmaci o altro, tenuto poi per i successivi due giorni senza bere, senza mangiare, senza una flebo, senza terapia del dolore, senza monitorare i parametri vitali, per poi essere portato, alle ore 4 del mattino del secondo giorno dall’evento nefasto accorso, da due giovani specializzande in camice verde, in una stanza isolata lontano da altri pazienti, le quali toglievano il cuscino che il Carbone aveva posizionato col 118, sotto la gamba per sentire meno dolore, consapevole di avere una o più fratture scomposte,

E sempre le specializzande, senza anestesia e senza alcun motivo medico, PUR SAPENDO DELLE MULTIPLE FRATTURE SCOMPOSTE TENTAVANO – A LORO DIRE – DI RADDRIZZARE LA GAMBA IL CUI FEMORE ERA GRAVEMENTE SCOMPOSTO IN PIU’ PARTI ARRECANDO DOLORI LANCINANTI E PROBABILMENTE ULTERIORI LESIONI INTERNE.

Dopo 48 ore dall’evento nefasto, accorso il 30/3/26, il Carbone veniva posto in trazione con anestesia totale dell’arto inferiore destro fratturato, per cui sveniva e si risvegliava ad operazione conclusa. Il giorno seguente, circa 72 ore dopo l’evento nefasto, NON AVEVA PIU’ SENSIBILITA’ AD UNO O PIU’ MUSCOLI DELLA COSCIA DESTRA.

Inoltre le infermiere riuscivano con difficoltà a trovare vene per poter inserire l’ago, vene dove avevano già applicato gli aghi per i lavaggi che, riferivano, essere “secche” senza sangue, condizione a tutt’oggi persistente e MAI ACCERTATA A LIVELLO NE’ DIAGNOSTICO NE’ MEDICO.

IL DECLASSAMENTO DA CODICE ROSSO A CODICE BLU SENZA MOTIVO ERA PER NON OTTEMPERARE AGLI OBBLIGHI DI OPERAZIONE ENTRO IL TIMING DI 24-48/ORE. MAI, SEPPUR RICHIESTE, RILASCIAVANO ALCUNA REFERTAZIONE MEDICA, NEPPURE IL CERTIFICATO DI INGRESSO AL TRIAGE DEL CARBONE CON DIAGNOSI ALL’INGRESSO, NE’ – SE EFFETTUATI – ESAMI DEL SANGUE ED ALTRI REFERTI TRA CUI LA TAC TOTAL BODY E L’RX.

SEBBENE RICHIESTA, MAI E’ STATA COMUNICATA ALCUNA DIAGNOSI AL CARBONE, MAI E’ STATO ESEGUITO UN CONSULTO MULTIDISCIPLINARE CON CARDIOLOGO, INTERNISTA, ANGIOLOGO O ALTRO, MAI SONO STATE RIFERITE LE REALI CONDIZIONI CLINICHE, PROCRASTINANDO A TUTT’OGGI L’INTERVENTO CON CONSEGUENZE CHE POTREBBERO ESSERE FATALI PER IL CARBONE, CONSAPEVOLI I MEDICI CHE, DOPO SEI GIORNI, I FRAMMENTI DI OSSO INIZIANO A FORMARE IL CD. CALLO OSSEO E NON POSSONO PIU’ ESSERE RIPOSIZIONATI; INOLTRE FRAMMENTI DI OSSO E/O DI MIDOLLO OSSEO POSSONO ESSERE ENTRATI IN CIRCOLO, CON LE GRAVI CONSEGUENZE CHE POSSONO DERIVARE.

Sia al paziente – nonostante la gravità – sia all’Avv. Virginia Cerullo veniva impedito di colloquiare col Primario o col Dirigente Sanitario, come meglio verrà rappresentato e provato. SOLO DOPO 5 GIORNI IL CARBONE VENIVA MESSO IN STANZA NEL REPARTO, VENENDOGLI CONCESSA L’ASSISTENZA DEL SIG. DANIELE FILLARI, ASSISTENZA NEGATA SIN DAL PRIMO GIORNO PUR ESSENDO IL CARBONE SDRAIATO SULLA BARELLA ED IMPOSSIBILITATO A BERE E MANGIARE DA SOLO; tanto premesso in fatto stante l’urgenza e la necessità a tutela della propria vita e integrità psicofisica.

Questo è quanto riceviamo, circostanziato da documentazione allegata, da parte dell’avvocato Virginia Cerullo che denuncia quanto sta accadendo alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, U.O. Reparto Ortopedia e Traumatologia.
Secondo la denuncia, l’avvocato Cerullo ci presenta la realtà atroce e spaventosa della sanità italiana, e che non è giustificata’ da un Ospedale del famigerato Sud, ma parliamo di una delle Eccellenze in Italia e in Europa.
Per quanto sia, ma con la speranza che tutto si risolva per il meglio, questo è un crudo spaccato di una malasanità tutta italiana. E’ purtroppo la reale situazione che troppo spesso viene non solo percepita dai malcapitati pazienti che non vedono più il ricovero in Ospedale come un luogo di cura, bensì come un vero e proprio ostacolo alla propria sopravvivenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *