L’International Energy Agency ha presentato oggi sul proprio sito ufficiale una serie di azioni dal lato della domanda per attenuare gli impatti economici sui consumatori derivanti dalle interruzioni dei mercati petroliferi causate dalla guerra in Medio Oriente. Il conflitto ha innescato la “più grande interruzione di fornitura nella storia del mercato petrolifero globale”, con il transito attraverso lo Stretto di Hormuz ridotto al minimo.
Secondo l’Agenzia, “le sole misure dal lato dell’offerta non possono compensare completamente l’entità dell’interruzione”, rendendo l’intervento sulla domanda uno strumento critico e immediato per migliorare l’accessibilità economica e sostenere la sicurezza energetica.
Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Iea, ha dichiarato: “La guerra in Medio Oriente sta creando una grave crisi energetica, inclusa la più grande interruzione di fornitura nella storia del mercato petrolifero globale. In assenza di una rapida risoluzione, gli impatti sui mercati energetici e sulle economie sono destinati a diventare sempre più severi”.
Il nuovo rapporto identifica dieci misure attuabili rapidamente da governi, imprese e famiglie per ridurre i consumi. Tra le principali azioni figurano il lavoro da casa dove possibile, la riduzione dei limiti di velocità autostradali di almeno 10 km/h, l’incentivo all‘uso del trasporto pubblico e la rotazione dell’accesso delle auto private nelle grandi città .Il piano suggerisce inoltre di aumentare il car sharing, promuovere la guida efficiente per i veicoli commerciali, dirottare l’uso del GPL dai trasporti verso usi essenziali ed evitare i viaggi aerei dove esistono opzioni alternative.Infine, l’Agenzia invita a passare a soluzioni di cottura moderne ed elettriche e a sfruttare la flessibilità nell’industria implementando misure di efficienza a breve termine.
(askanews)

