Non solo armi. Tra i reati contestati a Zaccaria Mouhib, in arte Baby Gang, emerge un quadro di maltrattamenti e violenze domestiche nei confronti della compagna. L’accusa di maltrattamenti e lesioni aggravate compare nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Gianluca Piantadosi che all’alba di martedì ha fatto aprire le porte del carcere per il trapper a Calolziocorte, nel Lecchese.
Le violenze e il naso rotto: “Non hai diritto di parola”
La giovane sarebbe stata sottoposta a quotidiane vessazioni psicologiche e fisiche all’interno dell’abitazione dove conviveva con il trapper. Un incubo, fatto di umiliazioni, violenza, insulti, offese e botte – fino ad arrivare a una sequenza di otto colpi che le hanno provocato la rottura del setto nasale – che sarebbe andata avanti dal 2023, arrivando a imporle – come si legge nell’ordinanza – “uno stile di vita insopportabile”.
Telefonate continue quando la giovane usciva di casa per far visita alla famiglia o quando era a passeggio con il cane. La ragazza sarebbe stata monitorata e tenuta sotto controllo quando era da sola in casa, attraverso telecamere presenti nell’abitazione. E poi la richiesta di lasciare il lavoro per potersi dedicare ai lavori domestici.
In un’occasione a far scatenare l’ira di Baby Gang, a luglio 2025, era bastata una dimenticanza: la giovane aveva lasciato la porta aperta ed erano entrate alcune mosche. Stessa violenta reazione quando un vassoio di formaggi era stato dimenticato fuori dal frigorifero: “Ti ribalto il piatto in faccia”. Minacce a cui si accompagnavano anche violenze, stando a quanto ricostruito grazie alle intercettazioni ambientali nell’abitazione.
Come avvenuto il 12 luglio 2025, quando durante una discussione in casa dopo aver scoperto che la ragazza aveva installato un profilo social l’ha colpita otto volte, rompendole il naso. “Da quanto hai Instagram? Mi dici ancora bugie”. Poi la furia di colpi che le hanno causato la “frattura scomposta del setto nasale”.

