Peter Thiel, miliardario della Silicon Valley e creatore del gigante dell’intelligenza artificiale applicata all’intelligence e alla sorveglianza governativa, Palantir, sarà a Roma da lunedì a mercoledì per tenere un ciclo di quattro conferenze a tema “Anticristo biblico”. Ma è mistero sulle riunioni, che si dovrebbero tenere a porte chiuse in una località sconosciuta.
Per gli eventi, organizzati dall’Associazione culturale Vincenzo Gioberti di Brescia, tutti i partecipanti sono stati selezionati rigorosamente e sono tutti opinion leader del mondo cattolico italiano. Da programma, le lezioni dovrebbero durare due ore, dalle 16 alle 18. I cellulari dovranno essere lasciati fuori dalla sala. Vietato fare foto e riprese: pena – per chi contravviene all’accordo di riservatezza – una multa fino a 10mila euro.
Proprio per l’ambiguità delle conferenze e della presenza di Thiel in Italia, le opposizioni hanno presentato un’interrogazione parlamentare per chiarire se il magnate definito anche “il re della sorveglianza di massa” terrà incontri politici e di quale livello. Dal governo smentiscono qualsiasi incontro con Giorgia Meloni in questi giorni.
L’appellativo l’ha ottenuto proprio per la sua Palantir, l’azienda tech statunitense specializzata nell’uso dell’intelligenza artificiale applicata non solo all’intelligence, ma in generale a tutti i sistemi operativi delle forze armate e all’attività di sorveglianza dei governi. D’altronde, il nome non è casuale: viene dai palantÃri, le “pietre veggenti” della saga del Signore degli Anelli capaci di vedere eventi lontani, ma che nelle mani sbagliate rischiano di diventare malefiche.
“È tra coloro che hanno spostato la fede nella tecnologia come forma di salvezza, una tecnologia che è sempre più in mano a un ristretto numero di persone sempre più refrattarie al controllo democratico e alle responsabilità sociali”, spiega Massimo Faggioli, docente in Ecclesiologia Storica e Contemporanea presso il Loyola Institute del Trinity College di Dublino.
“Thiel e gli altri magnati della tecnodestra come lui, sono tecno-fascisti nel senso che dicono: “la democrazia è un impedimento al progresso dell’umanità e il progresso tecnologico è l’unica cosa che ci può salvare”. Insomma, hanno sostituito la tecnologia con Dio, del cattolicesimo è rimasta solo la griglia”.
www.tgcom24.mediaset.it – foto da screen video X

