Dove sono le femministe? Questa è la domanda che si pone Giorgia Meloni in riferimento alle ultime decisioni delle toghe
di Massimo Balsamo – Intervenuta ai microfoni di Rtl 102.5, la leader del governo si è soffermata sul dossier migranti e ha colto la palla al balzo per accendere i riflettori sulle storture della giustizia. Ma non solo: Meloni ha descritto anche “il curriculum di uno di questi migranti: condanne per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo. I giudici non convalidano il trattenimento perchĂ© ha fatto richiesta di protezione internazionale”.
“Uno che è entrato clandestinamente in Italia, si è messo a spacciare, ha violentato una donna in gruppo, noi non lo possiamo trattenere, non lo possiamo mandare in Albania, non lo possiamo rimpatriare”, ha spiegato parlando del caso di Fathalla Ouardi, “Rimpatriare è quasi impossibile e quasi quasi gli dobbiamo dare la protezione internazionale. Io voglio dire: ma noi come facciamo a garantire la sicurezza dei cittadini così?”. Il marocchino 39enne – accusato di spaccio, immigrazione clandestina, furto e condannato anche per violenza sessuale in concorso e di gruppo -era stato inviato da Palazzo San Gervasio (PZ) al Cpr di Gjader il 17 febbraio scorso per essere rimpatriato, ma è stato “salvato” dalla Corte d’Appello di Roma dopo la sua richiesta di protezione internazionale.
Il primo ministro ha poi rincarato la dose citando il caso di Firenze, dove una donna è stata violentata da due immigrati: “A Firenze quanto accaduto dimostra quanto siano surreali queste decisioni e quanto incidano non sul lavoro del governo ma sui diritti dei cittadini, primo tra i quali il diritto alla sicurezza. Che fiducia si può avere in un sistema? Che fiducia può avere quella donna che ha subito una violenza sessuale di gruppo se il suo stupratore non può neanche essere espulso?”. Ed ecco la stoccata alle femministe che restano in silenzio: “Mi chiedo anche dove siano le femministe di ‘Non una di meno’ su queste vicende”.
Ma il governo non ha intenzione di restare a guardare. La Meloni ha ribadito che con i centri per i migranti in Albania “le cose vanno avanti”, anche se “qualcosa mi dice che gli stessi magistrati potrebbero ora inventare altre scuse perchè sto vedendo delle cose francamente che non capisco…”. Il premier ha aggiunto: “Io sono determinata a fare quello che i cittadini hanno chiesto di fare, e cioè una politica rigida sul tema dell’immigrazione irregolare, anche con strumenti nuovi come i centri in Albania, nonostante ci siano alcuni che cercano di fare tutto quello che possono per impedirlo. Però su questo sono determinata e sono disposta a lavorare il triplo, il quadruplo, dieci volte tanto se necessario”

