Caso Epstein, svelati sei nomi censurati nei file

Caso Epstein

Il caso Jeffrey Epstein continua a scuotere la politica americana. A riaccendere le polemiche ci hanno pensato il deputato democratico Ro Khanna e il repubblicano Thomas Massie, che hanno accusato il Dipartimento di Giustizia di aver oscurato senza giustificazione legale i nomi di sei uomini nei documenti pubblicati sul finanziere morto in carcere nel 2019. I due parlamentari, tra i promotori della legge che obbligava l’amministrazione Trump a rendere pubblici i file, hanno avuto accesso alla versione integrale dei fascicoli e hanno deciso di diffondere le identità durante una conferenza stampa e in Aula alla Camera.

La denuncia: “Nessuna ragione per oscurarli”

Secondo Khanna e Massie, i sei uomini compaiono in una serie di fotografie in stile mug shot, un vero e proprio schedario con 20 individui, tra cui Epstein, Ghislaine Maxwell, due vittime note e diverse donne. I parlamentari sostengono che i nomi non avrebbero dovuto essere coperti dagli omissis previsti dalla legge approvata dal Congresso a novembre, che limita la discrezionalitĂ  del Dipartimento di Giustizia.

“Non c’è nulla nella nostra legislazione che consenta di oscurare i nomi di quegli uomini”, ha detto Massie. Khanna ha attaccato il Dipartimento, denunciando una violazione dello spirito della norma: “Perché ci è voluto che io e Thomas Massie andassimo al Dipartimento di Giustizia per rendere pubbliche queste sei identità? Se in due ore abbiamo trovato sei uomini nascosti, immaginate quanti altri tra i tre milioni di fascicoli restano coperti”.
Possibili legami con il traffico sessuale

I due deputati hanno sottolineato che alcuni degli uomini potrebbero essere implicati in accuse legate al traffico sessuale, incluso un alto funzionario straniero. Al momento, però, non esistono prove dirette né incriminazioni formali. Khanna e Massie hanno anche evidenziato che molti documenti presentano ancora parti oscurate, probabilmente a causa di redazioni precedenti effettuate dall’FBI o da un gran giurì.

I sei nomi resi pubblici

Khanna ha svelato i nominativi dei sei uomini:

Leslie (Les) Wexner, miliardario fondatore di Victoria’s Secret, Abercrombie & Fitch e Bath & Body Works
Sultan Ahmed bin Sulayem, presidente e CEO di DP World e della Ports, Customs & Free Zone Corporation di Dubai
Salvatore Nuara, ex detective del Dipartimento di Polizia di New York secondo alcune ricostruzioni
Zurab Mikeladze
Leonic Leonov
Nicola Caputo

Non è chiaro chi siano esattamente alcuni dei soggetti citati, precisano i media americani.

Il caso Wexner

Il nome più noto è Leslie Wexner, 88 anni, per anni legato a Epstein, che gestiva parte dei suoi investimenti. Un rappresentante legale di Wexner ha dichiarato che nel 2019 un assistente procuratore federale lo aveva considerato fonte di informazioni su Epstein e non obiettivo dell’indagine, e che Wexner avrebbe collaborato pienamente. Massie ha però citato un documento FBI del 2019 in cui Wexner sarebbe indicato come co-cospiratore in relazione al traffico sessuale di minori.

Le email al sultano bin Sulayem

Particolare attenzione è rivolta a Sultan Ahmed bin Sulayem, figura chiave dell’economia degli Emirati Arabi Uniti. Secondo i documenti, il 25 aprile 2009 Epstein avrebbe inviato a un indirizzo riconducibile al manager un’email con la frase: “Ho adorato il video della tortura”.

In uno scambio del settembre 2015, bin Sulayem avrebbe scritto a Epstein riguardo una giovane donna conosciuta a Dubai, con termini espliciti. Epstein e bin Sulayem sarebbero stati presentati dall’investitore Andrew Farkas. Epstein avrebbe anche facilitato contatti tra il manager emiratino e Tom Pritzker, erede della catena Hyatt, e cercato di promuovere accordi con Wexner.
TiscaliNews

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